Il corpo di Padre Pio "spezzettato" e distribuito come reliquia: dopo il cuore, l'osso del collo

A rendere nota la vicenda e a rilanciarla, a distanza di circa tre anni, è l'associazione Pro Padre Pio - L'uomo Della Sofferenza, presieduta dall'avvocato Francesco Traversi

Ostensione del corpo di San Pio

Le spoglie e la memoria di Padre Pio vengono fatte “a pezzi”, ancora una volta. Dopo il polverone scatenato dalla volontà di trasferire il cuore del santo delle stigmate a Pietrelcina, suo paese natale, c’è chi ricorda che la cittadina del cappuccino ha già preso possesso, tempo fa, di un osso del santo. Più precisamente quello del collo.

A rendere nota la vicenda e a rilanciarla, a distanza di circa tre anni, è l’associazione Pro Padre Pio L’uomo Della Sofferenza, presieduta dall’avvocato Francesco Traversi. Tutto è iniziato – spiega il gruppo in una nota stampa – nel 2010, da un annuncio fatto dal ministro provinciale dei Frati Minori Cappuccini della provincia di Foggia, frate Colacelli, nel giorno dell’anniversario della nascita di Padre Pio. Il ministro provinciale dichiarò - scrive Traversi - che si sarebbe recato a Pietrelcina e avrebbe donato al Convento “Sacra Famiglia” una reliquia di Padre Pio (un frammento dell’osso ioide).

Così fu: il frate Colacelli, il 25 maggio 2010, con cerimonia pomposa, consegnò - sempre secondo l'associazione - un frammento dell’osso ioide attribuito a Padre Pio al frate guardiano del Convento “Sacra Famiglia” dei Frati di Pietrelcina. Gli interrogativi sollevati dall’avvocato Traversi, al riguardo, sono molteplici. “La condotta in libertà tenuta da Colacelli, può essere ritenuta lecita? Ovvero, se il frammento dell’osso ioide attribuito al corpo di Padre Pio è nella disponibilità dei frati ed essi possono disporne in libertà, oppure costituisce azione sacrilega, nonché vilipendio di cadavere?”.

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Sulla vicenda, l’associazione – facendosi portavoce dei figli spirituali e fedeli di Padre Pio - chiede l’intervento della magistratura affinché venga a cessare la condotta macabra del frate Colacelli, che liberamente “tagliuzza” e distribuisce i pezzi, “come reliquie” dei resti del corpo santo, e l'intervento del sindaco di San Giovanni Rotondo affinché “sia restituito al corpo di Padre Pio il frammento dell’osso ioide, perché ogni briciola che sia appartenuta a Padre Pio è densa di spiritualità e quini meritevole di tutte le attenzioni possibili”.

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