Affetto da grave disabilità, vive da 19 anni in ospedale. La mamma oggi ringrazia: "Siete la mia grande famiglia"

Non solo malasanità.La storia di Giovanna Stelluto e Giuseppe Curcelli è fatta di medici competenti e personale premuroso che da vent'anni si prendono cura di suo figlio. "Oggi voglio dire grazie"

“Scrivo questa lettera perché voglio esprimere la mia immensa gratitudine agli Ospedali Riuniti di Foggia. Si parla spesso di malasanità. Io voglio raccontare, invece, una storia al contrario perché tutti devono venire a conoscenza della bellissima esperienza che sto vivendo da ben 19 anni in questo nosocomio”. A scrivere a Foggiatoday è la signora Giovanna Stelluto, foggiana, madre di Giuseppe.

Giuseppe è affetto da una gravissima disabilità, sin dalla nascita.  Non parla, non vede, non cammina. “Da quando è nato abbiamo sempre avuto bisogno di cure ospedaliere, praticamente sono 19 anni che vivo in questo ospedale”. All’inizio nel reparto di Pediatria, guidato dal primario dott. Romondia. “L’intera equipe medica non mi lasciava mai sola, mi sosteneva continuamente, anche solo moralmente, mentre era impegnata a salvare la vita al mio bambino, nato prematuro con paresi”. “Le infermiere trascorrevano la notte insieme a me, cercando di farlo addormentare”. Successivamente venne ricoverato in neuropsichiatria infantile, dove Giuseppe fu costretto a mettere la Peg per essere nutrito. “Il dott. Spina e la sua equipe furino estremamente competenti” evidenzia la signora Giovanna. Che prosegue: “Dopo sette anni, a causa di una infezione, mio figlio ha avuto febbri molto alte. Fummo costretti a tornare con urgenza in ospedale. Giunti nel complesso ospedaliero, fummo accolti dall’incredibile competenza dell’infermiera Teresa Nutile e accompagnati nel reparto di Gastroenterologia”. “Al nostro arrivo, tutti, medici ed infermieri, si sono dedicati a Giuseppe con estrema gentilezza e premura. Sono rimasta molto colpita anche dall’impostazione del reparto, organizzato, pulito, ordinato. Durante le visite mattutine i dottori sono stati gentili, rassicuranti, sempre col sorriso sulle labbra e sempre disposti a chiarire i dubbi di ciascun pazienza con estrema semplicità”. “Sono stati meravigliosi – continua Giovanna- oggi li considero una grande famiglia”.

“Direttore, medici e tutto il personale incontrato in questo ospedale negli ultimi 19 anni, ed in particolare quelli con cui ho trascorso gli ultimi mesi nel reparto di Gastroenterologia, non solo hanno manifestato una grande professionalità, ma a questa hanno associato quell’umanità che non sempre si riscontra nei comuni mortali. Ed è per questo che io personalmente voglio esprimere tutto il mio rispetto nei confronti del dott Rodolfo Sacco, dirigente di questa meravigliosa famiglia”.

“Un grazie anche da parte di mio figlio a tutti i medici, infermieri, OSS e ausiliari che lo hanno accudito con tanto amore. Ringrazio Dio per avermi mandato in quel reparto. Un grazie a tutti dal profondo del cuore” conclude Giovanna. Una lettera densa di gratitudine che pubblichiamo con piacere. Perché non deve far notizia solo la malasanità.

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