Ordinanza randagismo, sindaco di Panni: “Divieto cibo solo in alcune aree pubbliche”

Pasquale Ciruolo sottolinea che le sanzioni non riguardano i cittadini che alimentano i cani, ma chi non raccoglie gli escrementi o chi non ha gli strumenti per farlo

Foto profilo facebook Pasquale Ciruolo

Continua a far discutere l’ordinanza numero 15 sul randagismo emanata l’11 luglio da Pasquale Ciruolo, sindaco di Panni, piccolo centro foggiano di appena 850 abitanti. Il primo cittadino ha partecipato al dibattito scaturito sulla Fan Page di Foggia Today rispondendo ai dubbi sollevati dai nostri lettori e replicando a quanti non hanno digerito il contenuto dell’ordinanza.  

Discussione, talvolta dai toni forti, al quale hanno preso parte anche il sindaco di Pietramontercorvino, Rino Lamarucciola (contrario all’ordinanza) e l’ex candidato sindaco al comune di San Nicandro Garganico, Mario Lucio Giordano (favorevole).

“Invito prima di tutto a visitare il mio paese, a leggere e a comprendere la mia ordinanza che, soprattutto, si riferisce a luoghi pubblici dove in passato alcuni cittadini, forse quelli che contestano l’ordinanza, non provvedevano a ripulire” ha affermato Ciruolo. “Ci tengo a precisare – ha aggiunto - che l’ordinanza parla solo di aree pubbliche e non di altro”.

“Rispetto gli animali, tutti, quindi non mi permetterei di vietare ai cittadini di alimentare i cani in altre zone e di prendersene cura. Infatti  - sottolinea - il sottoscritto più di una volta ha provveduto ai microchip ed a interventi in favore dei cani, ma per un paese migliore bisogna rispettare tutti” ha ribadito il 40enne sindaco di Panni. “L'intento dell’ordinanza è quello di rendere quelle poche aree pubbliche che ci sono in paese per garantire le norme igienico sanitarie. Mi spiace se il tutto sia stato volutamente frainteso” conclude.

Per evitare sorprese, il primo cittadino ha ricordato di aver emanato un’altra ordinanza che vieta il prelievo di acqua pubblica dalle fontane, ma per esigenze diverse dalla sete. A Panni, sostiene Ciruolo, ci sono alcuni cittadini che usano ripetutamente l’acqua pubblica delle fontane per lavarvi di tutto di più, dai panni alle stoviglie. “Spero che tra un po' non diranno che voglio far morire di sete i miei concittadini” chiosa il sindaco.

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Le sanzioni sarebbero previste invece soltanto per coloro che non si muniranno delle attrezzature necessarie alla raccolta delle deiezioni canine e per coloro che si rifiuteranno di ottemperare all’invito di asportarle dai luoghi pubblici

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