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Mercoledì, 10 Agosto 2022
Cronaca

Appalto milionario, impresa e Comune trascinati in Tribunale: “violata l’anticorruzione"

30 milioni di euro per l'Orbitale di Foggia, che collegherà il traffico tra i caselli autostradali. Per la Taddei, l'aggiudicataria dell'appalto non sarebbe in possesso dei requisiti di idoneità morale. Favellato: "Calunnie"

L'appalto ghiottissimo da 30 milioni di euro per la realizzazione dell'Orbitale di Foggia finisce nelle aule del Tribunale. A portarlo la Taddei spa, mandataria del RTI arrivato secondo nell'aggiudicazione del primo lotto funzionale da 21milioni di euro, bandito nel luglio 2014 ed aggiudicato lo scorso 22 dicembre all'ATI della molisana Favellato spa e GRZ Costruzioni srl di San Bartolomeo in Galdo dalla commissione di gara del Comune di Foggia. Un'opera imponente, finanziata dal Cipe all’interno del Piano strategico Capitanata 2020, l'orbitale è destinata a mettere in collegamento il traffico veicolare tra i due caselli autostradali di Candela e Foggia e il nuovo casello autostradale Foggia Sud Incoronata.

L'Ati in questione se l'è aggiudicata con un ribasso del 12,4% su 9 società che hanno risposto al bando del luglio 2014. Ma per la Taddei spa l'aggiudicazione sarebbe illegittima non essendo, denuncia, la Favellato spa in possesso dei requisiti di idoneità morale previsti dalle norme anticorruzione.

La Taddei spa - mandataria del raggruppamento temporaneo di imprese che comprende le ditte Taddei spa appunto, i F.lli de Bellis, la Sideco e la De Grecis Cosema Verde srl- parla attraverso un corposo dossier in cui sono elencate le certificazioni, emesse dalla Prefettura di Isernia, che accerterebbero - scrive il legale ricorrente, Valentina Lucianetti - "la presenza di precedenti penali ostativi a carico di Claudio Favellato" ed un assetto societario "utile esclusivamente a schermare la Favellato spa dalle norme anticorruzione".

Dall'ultima visura camerale si evincerebbe come la Favellato spa sia spacchettata in cinque soci, il che basterebbe - secondo il dirigente dell'ufficio Appalti del Comune di Foggia, Ernesto Festa- a renderla "immune" dall'applicazione dell'art.38  della Legge 106/2011 che contempla fattispecie sotto i 4 soci.  E però il Comune di Foggia, secondo la Taddei, non terrebbe conto di una serie di anomalie, dettagliatamente elencate. Una afferente alla tempistica: lo spacchettamento sarebbe avvenuto contestualmente all'indizione del bando di gara nel luglio 2014; l'altro afferente all'assetto vero e proprio: le quote sarebbero state suddivise  in famiglia, tra due figli ed altrettanti  nipoti con quote piccolissime, dallo 0,13 allo 0,3% delle quote, che lasciano il 99% della gestione in capo alla Favellato Holding, una srl che ha come socio unico la società Intesa sas, controllata esclusivamente da Claudio Favellato, scrive il legale di parte, il quale resterebbe, di fatto, il "dominus" sostanziale della società aggiudicataria, rendendo quest'ultima, di riflesso, priva dei requisiti di moralità previsti dalle norme". Una sorta di "escamotage", dunque, per il ricorrente per aggirare la normativa.

Fatta la legge trovato l'inganno? Saranno i giudici a stabilirlo. L'udienza è fissata per mercoledì 11 febbraio. Una situazione di cui è a conoscenza Comune di Foggia, trascinato anch'esso in Tribunale, e che, qualora acclarata dai giudici amministrativi, risulterebbe molto incresciosa per l'amministrazione Landella che sta facendo della moralità e della eticità, soprattutto negli appalti, la stella polare di governo.  Per il dirigente dell'ufficio Appalti, Ernesto Festa, il caso sarebbe già chiuso: "la presenza di 5 soci, non essendo contemplata dall'art 38 dell'Anticorruzione, rende lo stesso inapplicabile all'aggiudicataria" scrive in risposta all'informativa giunta a Palazzo di Città dal ricorrente.

Assolutamente sereno si dice anche Claudio Favellato che a FoggiaToday fa sapere come avrebbe già provveduto con diffida ("ed eventualmente anche con querela" preannuncia) nei confronti della Taddei spa per tutelare la sua immagine. "Sono semplicemente calunnie – dichiara -  le questioni penali appresentate dalla ricorrente si sono tutte estinte. Mentre le modifiche all'assetto societario risalgono al 2012, non al luglio scorso" dichiara Favellato. "Aspettiamo mercoledì con assoluta serenità. Se non altro si potrà mettere un punto fermo sulla vicenda e partire coi lavori". In tribunale finisce anche il ruolo del dirigente dei lavori pubblici, Potito Belgioioso che, secondo la Taddei spa, sarebbe in conflitto nel suo doppio ruolo di R.U.P. e progettista dell'orbitale.

Un aspetto, questo, finito in passato anche in una interrogazione del consigliere di opposizione Augusto Marasco, ma solo relativamente al possibile conflitto in capo a Belgioioso. Per il resto sulla vicenda si registra l'assoluto silenzio della politica, evidentemente ignara del delicato passaggio che si consumerà a breve in tribunale su un'opera milionaria destinata a stravolgere il futuro della città.

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