Blitz sulla "pista" della vergogna, nei luoghi della prostituzione e dello spaccio per "spezzare il circuito tra criminalità e occupanti"

Il procedimento penale trae origine dai due incendi del 30 ottobre e del primo novembre che hanno causato la morte di un cittadino extracomunitario e le ustioni di altri

Dignità, regole e diritti calpestati. Con l'obiettivo di ripristinare la legalità questa mattina, su delega della Procura della Repubblica di Foggia, Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza ed Esercito, sono impegnati nell'operazione denominata 'Law and Humanity' con la quale stanno eseguendo il sequestro preventivo, disposto dal Gip del Tribunale di Foggia su richiesta della locale Procura, di alcuni immobili abusivi dell'insediamento abitativo, utilizzati per attività illecite. 

Ruspe in azione: le immagini video

I reati per cui si procede vanno dall'occupazione abusiva di terreni pubblici al furto di energia elettrica fino a violazioni in materia ambientale con pregiudizio per la salute pubblica. Le indagini in corso hanno fatto emergere la sussistenza di altre e più gravi ipotesi di reato.

Le operazioni si sono presentate sin da subito particolarmente complesse anche per le intuibili implicazioni di ordine pubblico. Decisivo, in tal senso, il ruolo della Questura di Foggia che ha coordinato e disposto i servizi di ordine pubblico a supporto delle azioni di Polizia Giudiziaria. Fondamentale, inoltre, è la collaborazione della Prefettura di Foggia, dei vigili del fuoco, di personale del 118, dell'Enel, dell'Arpa Puglia, della Regione e di alcune associazioni umanitarie operanti all'interno della baraccopoli.

Il procedimento penale trae origine dai due incendi del 30 ottobre e del primo novembre che hanno causato la morte di un cittadino extracomunitario e le ustioni di altri. L'area in cui si sono sviluppati i roghi è di proprietà della Aeronautica Militare in fase di passaggio all'Agenzia del Demanio e si estende per ben 165 ettari tra Foggia e Manfredonia nelle immediate vicinanze del C.A.R.A., del tutto sprovvista di presidi di sicurezza.

Ciò rende difficile ricostruire la causa degli incendi anche perché la zona è popolata abusivamente da circa 2mila persone che vivono in condizioni di assoluta precarietà e al di sotto degli standard minimi di dignità. In particolare le residenze sono baracche realizzate con materiali infiammabili, rifornite di energia elettrica con cavi volanti e male isolati che sfiorano il terreno spesso in prossimità di pozze di acqua, riscaldate con bombole del gas acquistate illegalmente e prive di ogni manutenzione, puntellate da cumuli di rifiuti, tutte situazioni che creano un concreto pericolo di ulteriori incendi.

L'insediamento è abitato da migranti appartenenti a diverse etnie, alcuni dei quali ivi stabilitisi dopo un periodo di permanenza all'interno del Cara. La zona, oltre a contraddistinguersi per le inumane e pericolose condizioni di vita degli abitanti, è diventata nel tempo luogo di svolgimento di svariate attività illecite. L'insediamento abusivo costituisce, infatti, terreno fertile per il fenomeno criminoso del caporalato e dello sfruttamento del lavoro (specie in agricoltura), oltre che per lo spaccio di sostanze stupefacenti, la prostituzione gestista da organizzazioni criminali, la ricettazione e la rivendita di beni rubati e per altre attività illecite, solo in apparenza meno gravi come l'esercizio abusivo di ristoranti, bar e rivendite di generi alimentari.

La circostanza che l'area soddisfi, sia pure con modalitàà illecite e pericolose, la esigenza abitativa di soggetti per i quali allo stato non si intravedono alternative, ha indotto la Procura ad adottare una strategia graduale e capace di contemperare i diversi interessi in gioco.

Il sequestro in corso ha, dunte, ad oggetto alcuni edifici e ambienti in cui si svolgevano le attività illecite con la finalità di spezzare il circuito tra criminalità, sfruttamento delle persone e mancato riconoscimento dei diritti umani. Il sequestro non riguarda baracche o immobili adibiti ad abitazioni mentre il nome della operazione vuole esprimere il convincimento sulla possibilità e sul dovere di coniugare la accoglienza dei migranti con il rispetto della legalità e della dignità umana

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