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Operazione ‘Fovea-Last Travel’: sgominata banda dedita ai furti di motocicli e rimorchi

I carabinieri di Osimo hanno arrestato 4 soggetti, tre della provincia di Foggia, e un autotrasportatore serbo, ritenuto il basista. Sono ritenuti i responsabili di 10 colpi per un danno economico di oltre 500mila euro

E’ terminata dopo 10 colpi, l’attività di una banda di pericolosi criminali pugliesi (per la precisione di Orta Nova e Trinitapoli), specializzata in furti di motocicli di grossa cilindrata e di ingente valore, molto appetibili sul mercato illecito, nell’hinterland della provincia dorica di Ancona, con base e covo ad Osimo.

L’operazione è stata condotta dai Carabinieri del NORM della Compagnia di Osimo agli ordini del Maggiore Raffaele Conforti e guidati dal Luogotenente C.S. Luciano Almiento. L’operazione è stata ultimata nella notte scorsa, quando i Carabinieri osimani si sono recati in Puglia, presso le abitazioni dei malviventi, procedendo alla notifica ed al contestuale arresto in esecuzione all’Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere emessa lo scorso 22 maggio dal Giudice del Tribunale di Ancona Dott.ssa Antonella Marrone su richiesta del P.M. titolare delle indagini Dott. Ruggiero Dicuonzo.

I reati contestati sono quelli di associazione a delinquere finalizzata alla commissione continuata di furti “…perché in concorso tra loro, al fine di procurarsi un ingiusto profitto commettevano con efferatezza una serie indiscriminata di furti contro il patrimonio, con le circostanze aggravanti dell’aver usato violenza sulle cose ed aver commesso il fatto in più persone riunite da vincolo associativo…”. Con recidiva reiterata specifica infraquinquennale.    

Gli arrestati

Quattro gli arrestati: G. R., 34enne di nazionalità serba, ma da anni integrato in Italia e residente a Jesi. Autotrasportatore, coniugato e in regola con il permesso di soggiorno, sebbene insospettabile è ritenuto il basista;
D. M., 45enne di Cerignola, ma residente a Orta Nova, già noto alle forze dell’ordine, nonché sottoposto all’obbligo di dimora nel proprio comune di residenza, ritenuto il capo dell’associazione; infine, gli esecutori materiali: il 45enne D.N. pregiudicato di Cerignola, ma residente a Trinitapoli, e il foggiano C.F., residente a Orta Nova, operaio con un vasto curriculum criminale alle spalle, anch’egli già sottoposto all’obbligo di dimora.  nonché gli esecutori materiali: D.N., nato a Cerignola (FG), Classe 1973, residente a Trinitapoli (FG), separato, nullafacente, pluripregiudicato; C.F., nato a Foggia, Classe 1983, residente in Orta nova (FG), celibe, operaio, anche questi con un vasto “curriculum criminale” alle spalle, era sottoposto all’obbligo di dimora nel comune di residenza.

Nel contesto delle investigazioni e nella ricostruzione dei reati consumati, si è accertato che banda fosse costituita da 7 pericolosi pregiudicati foggiani, ritenuti vicini alla criminalità locale del Gargano, tutti individuati nelle loro specifiche e analoghe responsabilità. Del sodalizio criminale sono state spiccate nr. 4 Ordinanze eseguite tra Jesi (AN) e Foggia, provvedendo all’esecuzione e all’arresto in flagranza di reato e poi per i restanti gregari, sempre di origini foggiane, denunciati in stato di libertà per gli stessi reati accertati.

L’operazione condotta è stata denominata “Fovea - Last Travel” proprio per il modus operandi del sodalizio criminale e cioè la peculiarità di giungere sistematicamente con apposite “trasferte” nelle Marche, segnatamente nei comuni di Osimo e della val Musone nonché in quelli di Jesi, Ancona e Macerata, al solo fine di commettere furti di motocicli di grossa cilindrata facilmente rivendibili sul mercato illecito parallelo - sia integralmente che come pezzi di ricambio - nonché in danno di ditte di autotrasporti. L’ultimo viaggio è stato fatale poiché tratti in arresto.

Con cadenza settimanale, il sodalizio cercava di approfittare della tranquillità del circondario di Ancona e quindi recarsi  nella riviera del Conero per mettere a segno furti di motocicli, di rimorchi e presso ditte di autotrasporti in modo impunito e guadagnarsi illeciti profitti, ma non avevano fatto i conti con la macchina investigativa dei Carabinieri della Compagnia di Osimo e nello specifico degli uomini del Nucleo Operativo e Radiomobile, che con pattuglie in divisa ed in abiti simulati, quotidianamente sono presenti sul territorio per il perseguimento di quell’obiettivo primario rappresentato dalla sicurezza e rispetto della legalità.

Arrestati Operazione Fovea-Last Travel-2

L’indagine

L’indagine denominata “Fovea - Last Travel” nasce nel mese di ottobre 2017, quando i Carabinieri del Nucleo Operativo di Osimo avviavano un’attività finalizzata ad identificare un sodalizio criminale proveniente dalla provincia di Foggia dedito alla perpetrazione di delitti seriali contro il patrimonio e nello specifico di rimorchi e soprattutto di motoveicoli.

Il 20 ottobre 2017, intorno all’una di notte, la pattuglia del Nucleo Operativo e Radiomobile dei Carabinieri di Osimo, interveniva in via Montegalluccio del comune di Osimo (AN), nei pressi della ditta di ingrosso di pneumatici ivi esistente, in quanto poco prima, una Guardia Giurata dell’Axitea, aveva notato un’auto dalla quale scendevano tre persone, che a piedi si incamminavano per i campi circostanti. L’autovettura, un’utilitaria invece, proseguiva la sua marcia verso la vicina via Ancona. I tre più l’autista, alla vista della guardia giurata fuggivano a piedi nei campi. I Carabinieri, giunti subito sul posto, iniziavano le ricerche e riuscivano a rintracciare e bloccare uno del gruppo, che vestito di nero, era accovacciato in una scarpata, di un terreno, poco distante dal magazzino di pneumatici. Questi, privo di documenti veniva accompagnato degli Uffici dei Carabinieri di Osimo al fine di procedere alla sua reale identificazione e così dai riscontri della banca dati delle FF.PP., si accertava essere D.N. classe 73, nativo e residente a Cerignola (FG), gravato da numerosi precedenti e pendenze penali per reati contro il patrimonio. Dalla perquisizione eseguita si aveva modo di rinvenire un coltello a serramanico, numerosissimi grimaldelli e oggetti destinati esclusivamente allo scasso (chiavi, cacciaviti e pinze in genere), nonché una ricetrasmittente e un passamontagna, il tutto sottoposto a sequestro.

D.N., durante la permanenza presso la Caserma dei Carabinieri di Osimo, si vantava di essere dedito alla consumazione di reati contro il patrimonio da diversi anni.  Scattate le indagini, i Carabinieri in modo certosino sono riusciti in poco tempo a ricostruire la vita dell’uomo fermato, e dei suoi complici. Si è giunti pertanto all’individuazione del “basista” accertato essere non di meno che un autotrasportatore, capace di fornire in poco tempo tutte le notizie utili ai “compagni foggiani” per giungere ad Osimo e depredare quanto concordato ed individuato. Numerosi furti presso magazzini di stoccaggio e ditte ubicate in Osimo, non sono stati portati a termine solo grazie all’azione preventiva dei Carabinieri che, dispiegando ininterrotte pattuglie sul territorio hanno fatto si che gli stessi desistessero.

L’indagine nel suo contesto è stata alquanto complessa atteso che gli indagati utilizzavano utenze telefoniche intestate ad ignare persone, veicoli noleggiati e, mentre compivano l’azione delittuosa, apparati ricetrasmittenti, ma ciò nonostante i servizio di osservazione controllo e pedinamento hanno dato i loro risultati.

Il ruolo del basista

Secondo le ricostruzioni dei carabinieri, il “basista”, ritenuto spartiacque di tutta l’attività investigativa, oltre a fornire indicazioni dettagliate sul sito da depredare, forniva ai complici supporto logistico e nella fattispecie metteva nella loro disponibilità un appartamento ubicato a Osimo (AN) dove si radunavano e, nel corso di “festose cene”, anche a base di “cocaina”, studiavano le loro azioni criminose. Il tutto ovviamente monitorato dagli investigatori che provvedevano a documentare e fotografare il tutto, senza tralasciare nulla.

La banda adottava specifici modus operandi in base al tipo di colpo da effettuare: per i furti di motocicli, individuati ovviamente del basista jesino, i foggiani arrivavano sul posto con un autocarro a noleggio dotato di una pedana meccanica mediante la quale caricavano la moto alla luce di giorno facendo ritorno nell’hinterland foggiano; per i furti nelle ditte, giungevano presso il sito individuato dall’autotrasportatore-basista jesino con un autocarro di grosse dimensione ove poter occultare la refurtiva; per il furto di rimorchi, commessi nell’area portuale di Ancona, giungevano sul posto con una motrice attendendo lo sbarco della motonave dalla Grecia che avveniva nei week-end in modo tale che solo il lunedì i proprietari si avvedevano del furto. Corollario di tutta l’attività investigativa è l’arresto operato il 27 agosto 2017 per furto di motociclo T-Max commesso ad Ancona nonché quello operato il 13 gennaio scorso, a seguito del furto del rimorchio occorso nell’area portuale di Ancona.

Nel corso di tutta l’attività investigativa, i Carabinieri di Osimo hanno accertato ben 10 furti per un danno economico oltre i 500mila euro rinvenendo e restituendo ai legittimi proprietari quanto asportato.

Tutti gli arrestati, dopo le formalità di rito e la notifica dell’Ordinanza associativa e dopo essere stati sottoposti al foto-segnalamento e rilievi dattiloscopici, sono stati tradotti e reclusi presso le Case Circondariali di Foggia e Ancona-Montacuto a disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona.

A carico dei malviventi foggiani, considerata la grave caratura delinquenziale e pericolosità sociale, sono state redatte 3 proposte per l’irrogazione delle misure di prevenzione del Foglio di Via Obbligatorio dalle province di Ancona e Macerata, inoltrate alle competenti Questure di Ancona e Macerata.      

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