Operazione “Easy code”: clonavano carte di credito, 6 arresti nel foggiano

Sono 26 gli arresti effettuati in Abruzzo, Lazio, Campania e Puglia. Tra questi anche alcuni albergatori e commercianti compiacenti. Giro d'affari di 2mln. Intercettate 30 utenze telefoniche e 3500 conversazioni

Era una vera organizzazione criminale dedita alla clonazione e indebito utilizzo di carte di credito, quella che la Polizia Postale e delle Comunicazioni “Abruzzo” di Pescara, Lazio, Campania  e Puglia, hanno scoperto e stroncato nella giornata del 30 giugno.  Partita da L’Aquila nel mese di ottobre del 2010, l’indagine è culminata con l’emissione di 26 ordinanze di custodia cautelare, di cui 23 italiani e 3 romeni.

L’attività investigativa è partita per la scoperta di uno strano utilizzo di alcune carte di credito clonate: gli  accertamenti svolti dal personale della dipendente Sezione di Teramo presso alcuni esercizi commerciali del teramano, lasciavano infatti presupporre l’esistenza di una ben organizzata associazione criminale operante in più regioni. Intercettate 30 utenze telefoniche e 3500 conversazioni, alcune caselle di posta elettronica e flussi dati trasmessi via internet.

In pratica i componenti della gang utilizzavano le carte clonate per simulare acquisti in vari esercizi commerciali compiacenti di Abruzzo, Puglia, Campania e Lazio. I componenti dell’associazione si procuravano i codici delle carte via internet, facendoseli trasmettere per posta elettronica dagli Stati Uniti, e tramite i cosiddetti “skimmer” (apparecchiature elettroniche installate sugli sportelli bancomat) li trasferivano su delle comuni carte dotate di banda magnetica che poi usavano alla stregua di carte di credito in negozi di persone compiacenti situati in prevalenza nella città di Roma e Napoli e nelle province di Teramo, Bari e Foggia.

Le carte clonate venivano utilizzate presso negozi di abbigliamento, di telefonia, di informatica, di articoli musicali, stazioni di servizio, alberghi, ristoranti ed anche sexy shop regolarmente abilitati all’uso delle carte di credito i cui titolari “strisciavano” le carte negli apparecchi P.O.S. (le apparecchiature normalmente utilizzate nei negozi per pagare con carta di credito) in assenza del cliente e senza che venisse effettuato alcun acquisto.

Essenziale per l’indagine è risultata l’analisi incrociata delle centinaia di migliaia di dati acquisiti dalle società internazionali che gestiscono i P.O.S. e le carte di credito che, opportunamente analizzati con un software appositamente elaborato dagli uomini della Polizia Postale, hanno evidenziato pagamenti anomali fornendo utili elementi di prova. Difatti da tale analisi sono risultati “acquisti” fatti in piena notte mentre il negozio era chiuso, ripetuti pagamenti effettuati alternando svariate carte in sequenza sullo stesso P.O.S. ma soprattutto pagamenti quasi incompatibili con la tipologia del negozio, come ad esempio diverse centinaia di euro strisciate da una copisteria.

A capo della banda vi era un cittadino romeno di anni 25, pregiudicato, tratto in arresto a Roma, che distribuiva i codici delle carte di credito tra le varie cellule dislocate sul territorio nazionale. Per ogni gruppo vi era un referente territoriale. Potrebbero esserci legami con la camorra e la sacra corona unita. Sono stati bloccati 1000 codici di carte di credito clonate per un giro d’affari di circa 2mln di euro.

L’esecuzione delle 26 misure cautelari ha reso necessario l’impiego di oltre 150 uomini e donne della Polizia Postale e sono state eseguite tutte contestualmente all’alba di ieri, 15 nella città di Roma, 6 in provincia di Foggia, 2 in quella di Teramo, 2 in quella di Bari e 1 a Napoli. 

Nel corso dell’operazione, sono state sequestrate carte di credito clonate, un’autovettura BMW 320, personal computer, apparecchiature elettroniche per la riscrittura delle carte magnetiche, telefonini, assegni, ricevute di pagamenti esteri e altra documentazione cartacea e su supporto informatico ora al vaglio degli investigatori.
    

 

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