"Omicidio brutale senza giustizia". I familiari di Yenatiuk vanno avanti: "Resta aperta la questione dei medici che 'armarono' Marano"

L'avvocato Michele Sodrio: "Valuterò se fare ricorso in Cassazione almeno per gli aspetti civili della sentenza, dato che non possiamo certo contare sulla Procura Generale di Bari, che ha chiesto l'assoluzione per totale infermità"

Immagine di repertorio

Da una parte "l'amarezza per un omicidio brutale", dall'altra la profonda "insoddisfazione del non aver avuto giustizia". Questi i sentimenti dominanti dei familiari  del 34enne Yenatiuk Vasil, ucciso nell'agosto del 2018 ad Ascoli Satriano, dal 67enne Rosario Giuseppe Marano, recentemente assolto dalla Corte di Appello di Assise di Bari per "totale vizio di mente".

Una sentenza che non può essere accettata, nè compresa fino in fondo dalla famiglia (anche la madre convivente della vittima fu gravemente ferita). "Credo che la sentenza della Corte d'Assise d'Appello sia assolutamente sbagliata, tenuto conto che si tratta di un soggetto molto pericoloso, al quale gli sono stati inflitti 8 anni di Rems (ex ospedale psichiatrico)", puntualizza il legale delle parti offese, l'avvocato Michele Sodrio (nella foto in basso).

"Resta l'amarezza per un omicidio brutale e senza movente, che lascia i parenti della vittima senza neppure la soddisfazione morale di avere ottenuto giustizia. Sia il mio consulente medico-psichiatra che quello del pm avevano accertato la parziale infermità con argomentazioni solide e serie. Valuterò se fare ricorso in Cassazione - sottolinea il legale - almeno per gli aspetti civili della sentenza, dato che non possiamo certo contare sulla Procura Generale di Bari, che ha chiesto l'assoluzione per totale infermità".

"Ora i miei clienti si chiedono ma che Stato è questo, dove una Procura della Repubblica chiede ed ottiene una condanna e un'altra procura chiede ed ottiene un verdetto del tutto diverso? Onestamente non so come spiegarglielo. Resta aperta la questione della responsabilità dei due medici, i quali attestarono che Marano era sano di mente, consentendogli di avere il porto d'armi e di detenere un vero e proprio arsenale, tra cui la pistola con la quale uccise il povero Vasyl. Almeno su questo fronte speriamo di avere giustizia".

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