In Capitanata si uccide, ma numero dei Pm ridotti: nessuna risposta su Corte d’Appello, DIA e SCO

Dopo l’omicidio di Omar Trotta a Vieste e la relazione del secondo semestre della Direzione Investigativa Antimafia, Rosa Barone torna a farsi sentire: “Capitanata ignorata”

I carabinieri sul luogo dell'omicidio di Omar Trotta

In seguito all’omicidio avvenuto in pieno giorno in un locale di Vieste si esprime la consigliera regionale del M5S Rosa Barone che torna a chiedere l’istituzione a Foggia di una sede della DIA come già richiesto all’interno di una mozione approvata dal Consiglio regionale pugliese. “Il territorio foggiano ha bisogno di una risposta forte da parte di chi governa che per troppo tempo si è dimenticato della Capitanata”

Aggiunge la consigliera pentastellata: “Abbiamo bisogno di presidi incisivi: abbiamo bisogno della Corte d’Appello a Foggia per avere la DDA, o almeno la sede della DIA e dello SCO, come richiesto all’unanimità dal Consiglio. A che punto è la risoluzione del M5S presentata alla Camera che  chiede l’istituzione a Foggia la sede della DIA?  E la mia mozione approvata dal Consiglio Regionale, che Emiliano ha discusso a marzo con il ministro Minniti a che punto è? O forse era solo uno spot elettorale in vista delle primarie?”. 

La relazione del secondo semestre 2016 della Direzione Investigativa Antimafia sulla provincia di Foggia parla di un territorio in cui la criminalità riesce ad evolversi ed a insinuarsi nelle maglie sociali, dando vita ad un giro d’affari notevole in ogni settore criminale. “Una situazione allarmante – prosegue Barone - che continua ad essere sottovalutata come dimostra l’approvazione, da parte del Ministero della Giustizia, della riforma della pianta organica con la quale la Procura di Foggia perde un PM mentre a Bari se ne aggiungono tre. Tutto questo sembra uno sfregio a questo territorio, in grossissime difficoltà, che invece di vedere aumentare le forze di contrasto alla criminalità, vede ridurre il numero dei Pm, vede le forze di polizia sempre più sole ed una totale inerzia da parte di chi è al Governo e potrebbe e dovrebbe pretendere l’aumento dell’organico delle forze dell’ordine per contrastare i fenomeni malavitosi”. 

Anche il vicepresidente del Consiglio regionale, Giandiego Gatta, ha sottolineato l’assenza delle Stato nella lotta alla criminalità sul Gargano: “Provo davvero un sentimento di profonda rabbia perché sono anni ormai che chiediamo un potenziamento cospicuo, e non effimero, delle Forze dell’Ordine in tutta la Capitanata, scontrandoci contro il muro delle promesse e del disinteresse romano del centrosinistra. Ormai sono episodi quotidiani nella nostra terra violata dalla criminalità ma non possiamo e non dobbiamo abituarci. Purtroppo, non sono bastati i nostri appelli a far invertire rotta al governo nazionale e non possiamo sottacere la differenza tangibile tra la situazione odierna, anche sul fronte della sicurezza, e quella che vivevamo durante il governo Berlusconi. In particolare, ricordo la determinazione e la straordinaria competenza dell’ex sottosegretario agli Interni Alfredo Mantovano, sempre presente in Capitanata e sul Gargano. Efficienza delle politiche di prevenzione e repressione del crimine, imparagonabile con lo stato attuale. Ci vuole un cambio di passo perché la comunità è stanca e ferita. Non si può continuare ad abbandonarla”

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