Omicidio Nicolina, rivelazioni shock dell'avv. Cimino: "Ecco perché oggi sarebbe ancora viva"

Per l'avvocato Gelsomina Cimino non esiste alcun affidamento ai nonni: “Donatella aveva il dovere, oltre che il diritto, di portarsi via i figli e oggi Nicolina non sarebbe morta”

L'avvocato Gelsomina Cimino a Pomeriggio 5

“Nicolina doveva essere protetta e non doveva morire”, così l’avv. Gelsomina Cimino – che continua ad indagare sul perché l’ultimo fascicolo che riguardava la ragazza uccisa a Ischitella da Antonio Di Paola (poi morto suicida), sia sparito dal Tribunale per i Minorenni di Firenze – a Pomeriggio 5. Cimino sostiene di aver scoperto l’esistenza di un provvedimento che consacra la responsabilità dei servizi sociali e dei Tribunali. “Questa è la responsabilità dello Stato Italia che non sa tutelare una bambina di 15 anni. Quella bambina poteva essere figlia mia e di tutte le mamme italiane. Non esiste alcun affidamento ai nonni”.

In sintesi, Nicolina doveva essere protetta e quella mattina non doveva trovarsi là dove ha incontrato l’assassino già denunciato e già conosciuto per i suoi gesti estremi. I dettagli sono stati rivelati in diretta a Pomeriggio 5 in collegamento con lo studio dell'avvocato e anche i genitori di Nicolina, che nonostante le mille difficoltà, pretendono giustizia per la loro bambina. “Perché cavolo, perché” ha esclamato tra le lacrime la madre in diretta tv. “Donatella aveva il dovere, oltre che il diritto, di portarsi via i figli e oggi Nicolina non sarebbe morta” ha concluso Cimino.

Il video del servizio andato in onda a Pomeriggio 5

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