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Venerdì, 1 Luglio 2022

Scomparsa Michele Cilli: uno degli arrestati si era recato in un ospedale del Foggiano, accusato di omicidio volontario

Arrestati a Barletta per la scomparsa di Michele Cilli, Dario Sarcina e Cosimo Damiano Borraccino. Entrambi classe '88, il primo è indagato per omicidio volontario e soppressione di cadavere in concorso con il secondo

Svolta nelle indagini sulla scomparsa di Michele Cilli. Questa mattina, su ordine della Procura della Repubblica di Trani, in esecuzione della misura di custodia cautelare in carcere emessa dal gip, la polizia di Barletta-Andria-Trani ha arrestato il presunto autore dell'omicidio del 24enne e un suo coetaneo 34enne ritenuto anch'egli responsabile della soppressione del cadavere del ragazzo. Sono questi i capi di imputazione provvisori contestati agli indagati dal gip, su richiesta della Procura della Repubblica di Trani, che ha diretto e coordinato le indagini condotte dalla squadra mobile della questura di Barletta-Andria-Trani e dal commissariato di Barletta.

Le complesse ed articolate investigazioni sono scattate subito dopo che i parenti di Michele Cilli, che aveva da poco compiuto 24 anni, la mattina di lunedì 17 gennaio ne avevano denunciato la scomparsa presso il commissariato di Barletta, riferendo di non aver avuto più notizie del ragazzo dalla sera del sabato precedente, quando aveva partecipato alla festa di compleanno di un suo amico presso un lounge bar della città.

Dalle prime informazioni acquisite, era emerso che Michele Cilli era stato visto allontanarsi dal bar mentre erano ancora in corso di svolgimento i festeggiamenti, in compagnia e a bordo dell’auto di Dario Sarcina, che era stato visto tornare in prossimità del bar, sempre con la propria auto, ma da solo. Dopo una brevissima sosta finalizzata a prendere la propria compagna, senza scendere dall’auto, Sarcina ripartiva a forte velocità.

Queste informazioni, ritenute di estremo interesse sin dalle prime battute, sono state corroborate da ulteriori elementi raccolti dagli inquirenti con un meticoloso lavoro investigativo che ha consentito di fornire quelli che il gip di Trani ha definito “elementi indiziari oltre che di natura fattuale, in virtù delle emergenze dettagliatamente indicate, anche di natura logica, quale lettura combinata, precisa e scrupolosa, dei molteplici indizi raccolti dall’organo inquirente, a fronte di un evidente clima omertoso permeante la vicenda in disamina. Ciò nondimeno, però, gli indizi raccolti, chiaramente univoci e concordanti, si rilevano di numero considerevole, ma soprattutto si dimostrano convergenti nel focalizzarsi sugli odierni indagati”.

Le investigazioni hanno seguito il doppio binario della ricerca del corpo di Michele Cilli, avvenuta anche mediante unità specializzate della Polizia di Stato (cinofili, sommozzatori, droni), e della ricerca degli elementi idonei a ricostruire la dinamica dei fatti, avvenuta mediante una complessa analisi delle immagini registrate dai numerosi sistemi di videosorveglianza presenti nella zona attenzionata, nonché dei tabulati telefonici e telematici e dei tracciati gps di alcune autovetture di interesse investigativo, che ha consentito di appurare lo svolgimento degli eventi e le condotte di alcuni specifici soggetti.

In merito alla scomparsa di Michele Cilli avvenuta nella notte tra il 15 e il 16 gennaio a Barletta, sono stati arrestati i due 34enni del posto Dario Sarcina e Cosimo Damiano Borraccino, il primo indagato per omicidio volontario e soppressione di cadavere in concorso con il secondo. "È stato un lavoro certosino che ha unito il modo di fare indagine vecchio stampo, tassello su tassello, a un altro di altissimo livello e più moderno" ha sottolineato in apertura di conferenza stampa il questore di Barletta-Andria-Trani, Roberto Pellicone.

Non è stato ancora individuato uno specifico movente, ma l’esistenza, quella sì, di precedenti dissapori che avevano portato Sarcina a minacciare Cilli negli anni precedenti. Sarebbero stati invece, molteplici, i tentativi di sviamento delle indagini, di depistaggio e di respingimenti per cercare di allontanare l’attenzione degli inquirenti e per impedire gli elementi necessari alla dimostrazione dei reati. Tuttavia, dalle risultanze investigative sono emersi gravi indizi di colpevolezza nei confronti degli arrestati.

La vicenda è stata ricostruita da Renato Nitti, procuratore capo di Trani: “Michele Cilli si era allontanato da un locale a bordo dell’autovettura di Dario Sarcina. A distanza di pochissimi minuti, l’auto e’ entrata nell’accesso a una molteplicità di box. L’autovettura, senza che vi fosse più a bordo Cilli, si è allontanata dal box a distanza di alcune decine di minuti. L’autovettura successivamente seguirà una serie di percorsi, tornerà dinanzi al locale dove prima vi erano sia Cilli che Sarcina, suonando il clacson richiamerà l’attenzione delle persone in compagnia delle quali Sarcina era in quel locale. L’autovettura poi si allontanerà. Da quel momento Sarcina presenta lesioni ad entrambe le mani, una lesione particolarmente profonda ad una mano, più superficiale all’altra mano, tutte compatibili e strettamente legate all’utilizzo di un’arma da taglio”. Nitti evidenzia che la mattina dello stesso giorno Sarcina si presenterà presso un ospedale della provincia di Foggia, dove verrà sottoposto ad intervento chirurgico, “rappresentando tra le ragioni del taglio delle circostanze che abbiamo motivo di pensare che non siano veritiere” spiega. Farà ritorno a Barletta il giorno successivo. “Quella stessa notte Sarcina prima di ritornare davanti al locale, raggiunge con la stessa autovettura un altro immobile”.

Dallo stesso immobile, un’altra persona, si recherà esattamente nello stesso garage che prima era stato lasciato da Sarcina. Successivamente quella stessa persona si allontanerà dopo pochissimo, raggiungerà con la propria autovettura una stazione di servizio per riempire una tanica di carburante. “Nei giorni successivi abbiamo motivo di pensare che gli indumenti di quella persona siano stati abbandonati e anche in questo caso la squadra mobile è riuscita ad individuare esattamente il luogo in cui erano stati abbandonati. Anche in questo caso è stata posta in correlazione il rinvenimento di quei capi d’abbigliamento con la successiva denuncia di furto dell’autovettura con cui Borraccino si era recato ad abbandonare i vestiti, prima ancora di raggiungere la stazione di servizio”.

Il procuratore Fancesco Ajello, magistrato della procura di Trani che ha coordinato le indagini della polizia sulla scomparsa del 24enne, evidenzia che “l’attività di distruzione del materiale probatorio non è stata limitata alla sera della scomparsa di Cilli, ma è andata aventi nei giorni successivi”. Per il magistrato “è evidente il fatto che le riunioni delle persone coinvolte nella vicenda e il ritorno sui luoghi presso i quali in questo momento sono in corso altre attività di indagine e nei quali si ipotizza allo stato che la condotta sia stata perpetrata, ha consentito di riscontrare ulteriormente il coinvolgimento degli indagati nella vicenda, per cui paradossalmente la stessa attività ‘inquinatoria’ successiva, è stata utile al fine di riscontrare l’identificazione dei soggetti coinvolti” ha aggiunto.

Queste, invece, le parole dirigente della squadra mobile, Gesualdo Masciopinto: “Siamo riusciti ad accertare che Dario Sarcina prima di andare nel bar di Barletta per incontrare Michele Cilli aveva cenato in un ristorante in compagnia di altre persone. E’ molto importante perché partendo da quel punto siamo riusciti a cristallizzare la figura di Dario Sarcina e soprattutto gli abiti che indossava quella sera. Dalle dichiarazioni che provenivano dai testimoni, abbiamo riscontrato che Michele Cilli effettivamente era salito a bordo dell’autovettura guidata da Dario Sarcina. “La notiamo entrare in un garage in cui l’autovettura resterà più di 20 minuti. Poi la vedremo uscire ma non tornare immediatamente al bar dal quale era partita. Ci siamo resi conto che l’autovettura ha effettuato una sosta poco più in là di qualche minuto. Questo elemento ci ha consentito di ricostruire e di verificare il ritorno dell’autovettura al bar dal quale era partita. Rincaserà soltanto dopo un paio di ore, dopo le 4 di notte. Abbiamo avuto il dubbio che l’auto potesse essersi fermata per andare a prendere contatti con qualcun altro. Tanto è vero che dopo la ripartenza vediamo un uomo che è stato poi identificato e che riteniamo essere il secondo indagato, Cosimo Damiano Borraccino, che corre verso il garage dalla quale è uscita l’autovettura, poi ritorna presso la sua abitazione. Di lì partirà un’altra autovettura che poi andrà prima in una stazione di servizio, dove riempirà una tanica di carburante per poi rientrare al garage. Seguendo questa autovettura è stata fatta un’altra scoperta importantissima e soprattutto passando al vaglio i due giorni in cui Dario Sarcina aveva lasciato Barletta per poi farvi ritorno, abbiamo potuto ricostruire tutta una serie di dettagli, individuando un altro soggetto, seguendo il quale siamo arrivati a quel ritrovamento degli abiti, in particolare le scarpe, si ritiene essere utilizzati da Borraccino”.

Così la dirigente del commissariato di Barletta, Francesca Falco: “Acquisite le immagini di videosorveglianza, nel ripercorrere quei tragitti abbiamo concentrato la nostra attenzione sui luoghi dove le autovetture si erano fermate. Il primo sopralluogo ci ha consentito di reperire una busta nella quale erano presenti delle scarpe e dei pantaloni di una tuta (ritrovati il 21 gennaio in zona Fiumara). Nell’analizzare le immagini del sistema di videosorveglianza si è potuto appurare che gli indumenti erano molto simili a quelli indossati da Borraccino durante la notte della scomparsa di Cilli. Immagini riprese nel momento in cui Borraccino si ferma presso una stazione di servizio per riempire una tanica. Ripercorrendo il tragitto delle autovetture attraverso il gps, un altro luogo di interesse ci ha portato ad un luogo in campagna dove durante un sopralluogo abbiamo rinvenuto un paio di occhiali, molto simili a quelli indossati da Michele Cilli”.

Nei giorni successivi verrà denunciato il furto dell’auto utilizzata da Borraccino la notte del 16 gennaio. Proprio seguendo il percorso dell'auto che i poliziotti sono giunti in una delle contrade di campagna, dove nel pomeriggio del 31 gennaio hanno trovato gli occhiali che si ritiene essere con ragionevole certezza quelli di Michele Cilli. In quella contrada Borraccino era tornato la mattina del 16 gennaio. Oltre ad essere indagato per favoreggiamento, è stato sottoposto alla misura della custodia cautelare in carcere perché, in concorso con Sarcina, avrebbe soppresso il cadavere di Michele Cilli.

Il ritrovamento degli abiti in zona Fiumara - così come quello degli occhiali - è stato un momento molto importante delle indagini, cui si è giunti non per caso, ma seguendo una diversa autovettura - rispetto a quella utilizzata la notte del 16 gennaio - di S.D., nella circostanza guidata da un altro uomo che è entrato nel mirino degli investigatori sin dai primi giorni.

Infatti, sin dall’inizio delle indagini è stato appurato che S.D. la mattina del 16 gennaio ha lasciato Barletta per farvi ritorno il successivo 17 gennaio, giorno in cui dava una delle auto nella sua disponibilità ad un uomo che, alla guida della stessa, si recava nella zona Fiumara, sostando in un punto vicino ai canneti che si trovano sulla rive dell’Ofanto, dove è stata trovata incastrata una busta con all’interno abiti e le scarpe che si ritiene essere quelle calzate dal B..

L’uomo in questione è lo stesso nella cui disponibilità i poliziotti della squadra mobile e del commissariato di Barletta hanno trovato l’auto condotta da Sarcina la notte dell’omicidio. Sottoposta a sequestro, al suo interno sono state rinvenute formazioni pilifere, presunte sostanze vegetali, biologiche e, soprattutto, sostanze ematiche sul clacson ed in altri punti dell’abitacolo. Il giorno in cui sono scattate le indagini Dario Sarcina aveva ferite su entrambe le mani, per le quali sono state fornite giustificazioni considerate dal gip come “falso alibi”.
 

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