Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca

Bruno ucciso perché “vantò una relazione con l’amante del boss”: arrestato 32enne

Mario Piscopia, incastrato da una impronta digitale e dalle immagini delle telecamere di sicurezza, avrebbe ucciso Michele Bruno per difendere e vendicare l'onore di Giosuè Rizzi, il "papa" di Foggia

Per gli inquirenti della Procura di Foggia e della squadra mobile sarebbe questo il movente dell’omicidio di Michele Bruno, il foggiano (ma residente da tempo a Civitanova Marche) assassinato la notte tra il 7 e l’8 ottobre 2011 in via Lagonigro, a Foggia, con quattro colpi di pistola calibro 7,65 esplosi a bruciapelo al fianco destro, mentre la vittima era alla guida della sua autovettura. Sembra essere giunto, quindi, il momento dell’attesa “quadratura del cerchio” sul caso, dopo mesi e mesi di indagini serrate: questa mattina, infatti, gli agenti della Sezione Criminalità Organizzata della Mobile foggiana hanno eseguito l’ordinanza di misura cautelare in carcere nei confronti del pluripregiudicato Mario Piscopia, di 32 anni, già detenuto perché tratto in arresto nell’ambito di precedenti operazioni di polizia (le ultime, in ordine di tempo, il tentato omicidio ai danni di Claudio Briglia, nell’agosto scorso, e il blitz “Habemus Papam” ad ottobre, che ha messo in luce i suoi rapporti con Rizzi).

Piscopia, ritenuto l’esecutore materiale dell’omicidio di Bruno, con il quale aveva anche uno stretto rapporto di amicizia, infatti, è considerato dagli inquirenti vicino al clan Moretti-Pellegrino nonché uomo di fiducia dello stesso Rizzi. Ad incastrare il 32enne vi sono numerosi indizi. Tra i principali – come esposto in conferenza stampa dal sostituto procuratore Alessandra Fini che, con il collega Vaccaro, ha coordinato le indagini – un’impronta digitale, “l’unica e ultima” rilevata all’interno della Lancia Delta nella quale venne trovato il cadavere di Bruno e numerose intercettazioni telefoniche ed ambientali dalle quali è stato possibile ipotizzare una sorta di “pianificazione dell’accaduto”, nonché documentare il tentativo (riuscito) di far sparire gli indumenti utilizzati dallo stesso per compiere il fatto di sangue.

OMICIDIO BRUNO: IL VIDEO

Le attività investigative hanno evidenziato l’impressionante catena di elementi a carico del presunto omicida che, insieme alla vittima, aveva trascorso la serata in giro per locali tra chiacchiere, brindisi e abbracci fraterni”. Prima al Fizzy di corso del Mezzogiorno, poi nella sala Bingo: tutto documentato dalle telecamere dei servizi di videosorveglianza. Al termine della serata, rimasti da soli in auto, Piscopia – “con freddezza criminale non comune” – ha ferito mortalmente l’uomo, esplodendogli contro quattro colpi di arma da fuoco.

Foggia: omicidio Bruno, arrestato 32enne | le foto

Bruno – secondo la tesi investigativa portata finora avanti – era colpevole di un “comportamento irriguardoso tenuto nei confronti del boss Rizzi, capo indiscusso della criminalità organizzata” che sarebbe stato ucciso appena due mesi dopo, il 10 gennaio 2012. Secondo quanto accertato, infatti, “Bruno si sarebbe in più occasioni vantato di aver intrattenuto una relazione sentimentale con l’ex amante del Papa di Foggia, una relazione portata avanti durante l’ultimo periodo di detenzione patito da quest’ultimo”. Ascoltata dagli inquirenti, la donna in questione, però, ha negato entrambe le relazioni.

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