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Testimonianza choc, la compagna del 38enne ucciso: "E' stato il bambino". Giornalista costretto a cancellare immagini

Secondo quanto dichiarato dalla donna, il bambino avrebbe assistito ad un litigio tra la madre e l'uomo. Strettissimo riserbo da parte degli investigatori. Il clima è tesissimo e si ripercuote anche sugli operatori dell’informazione: accerchiato e minacciato giornalista Rai. "Gravissimo"

E’ drammatica la ricostruzione dell’omicidio del 38enne di Manfredonia, deceduto due sere fa, al Policlinico Riuniti di Foggia, in seguito alle ferite provocate da un’arma da taglio.

A colpire l’uomo, infatti, potrebbe essere stato un bambino in età scolare, di appena 8 anni (e per questo non imputabile). Il coinvolgimento del minore era stato già dedotto dalla partecipazione della procura per i minorenni alle indagini.

Poi, nella giornata di ieri, la compagna della vittima ha affidato al suo difensore, l’avvocato Angelo Salvemini, la versione resa ai carabinieri e riferita all’Ansa. Secondo quanto dichiarato dalla donna al legale, il bambino avrebbe assistito ad un litigio tra la madre e l'uomo, “tornato a casa ubriaco”.

Quest’ultimo si è scagliato sulla donna, mentre “il bambino sarebbe intervenuto per difendere la mamma attirando su di sé l'ira dell'uomo che lo ha inseguito per la casa, prima in camera da letto dove il piccolo si era rifugiato e poi in cucina”.

Qui il bambino “si è impossessato di un coltello e ha colpito l'uomo all'addome ferendolo”. Il 38enne ha quindi chiamato il padre per la corsa disperata verso l’ospedale, dove però è deceduto. In ospedale è finito anche il bambino, per delle ferite alla bocca e lesioni ai denti, causate verosimilmente durante il litigio.

Sull’accaduto sono in corso le indagini dei carabinieri, con il coordinamento delle due procure, quella ordinaria e quella per i minorenni. La versione della donna è al vaglio degli inquirenti che dovranno accertarne la veridicità. Strettissimo il riserbo da parte degli investigatori proprio per il coinvolgimento del minore. Già nella mattinata di oggi la procura potrebbe affidare l'incarico per l'autopsia sul corpo della vittima.

Il clima è tesissimo e si ripercuote anche sugli operatori dell’informazione: in particolare, un giornalista operatore del Tgr Puglia, è stato accerchiato, strattonato e costretto a cancellare le immagini girate sul luogo del delitto da un gruppo di persone, tra le quali parenti della vittima. “L'ennesima minaccia ai danni di un collega nel tentativo di impedirgli di svolgere il suo lavoro. Un episodio grave, l'ennesimo attacco alla libertà di informazione che stigmatizziamo e condanniamo con forza”, denuncia in una nota il Coordinamento dei CdR della Tgr Rai.

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