Sabato, 13 Luglio 2024
OMICIDIO SPAGNA / Vieste

La firma di Raduano su un omicidio in Spagna: 42enne ucciso per un debito di droga durante la latitanza

La vittima è stata assassinata il 22 novembre ad Alhendin per un debito di droga ad Alhendín. Tra i partecipanti al delitto ci sarebbe anche il suo braccio destro Gianluigi Troiano, catturato mesi fa ad Otura

Marco Raduano si sarebbe macchiato di un omicidio anche ad Alhendin, un comune spagnolo di circa 5mila abitanti in provincia di Granada.

E' quanto è emerso dalle indagini condotte dalla 'Guardia Civil' nell'ambito dell'operazione 'Camine', che ha arrestato il braccio destro del capo dell'omonimo clan di Vieste e nuovo collaboratore di giustizia, per aver preso parte all'assassinio di un 42enne avvenuto il 22 novembre 2023.

Tuttavia, gli investigatori ritengono che a sparare sia stato il numero uno della mala viestana, attualmente ristretto nello stesso carcere di Badu e Carros, dal quale, lo ricordiamo, era evaso nel febbraio 2023.

L'omicidio era stato compiuto davanti al portone dell'abitazione della vittima - un noto trafficante marocchino di hashish internazionale - con tre colpi di fucile da caccia. Secondo la polizia spagnola ad agire sarebbero stati Raduano e Troiano, che al termine dell'esecuzione sarebbero fuggiti a bordo di un'auto rubata.

Un debito di droga il movente. Così come ricostruito dagli investigatori spagnoli, Raduano sarebbe entrato in affari con lo spacciatore attraverso l'elargizione di una somma di denaro. Le due spedizioni di hashish finanziate con quei soldi furono però intercettate, una dalla Guardia Civil ad Alicante e l'altra in Francia.

In seguito a questi interventi, il boss avrebbe preteso ugualmente la droga. Per non farsi scoprire, il 42enne marocchino si era rifugiato in un appartamento alla periferia della piccola cittadina. Raduano, dopo l'evasione, avrebbe raggiunto Otura, il luogo dove il suo braccio destro è stato arrestato nel febbraio scorso (qui la notizia).

Scoperta la residenza dello spacciatore, Marco Raduano avrebbe preparato un piano per ammazzarlo. I due esponenti del clan viestano avrebbero rubato tre auto a Granada, cambiato targa e monitorato l'abitazione della vittima per scoprire le sue abitudini, fino al giorno dell'esecuzione. 

Gli unici indizi a disposizione degli investigatori all'inizio delle indagini erano tre cartucce di fucili da caccia calibro 12 e le immagini di un'auto rossa in fuga dal luogo del delitto, data alle fiamme il giorno successivo a Las Gabias. La Guardia Civil ha appreso che era stata rubata e che circolava con targhe false.

Sulla base di queste informazioni - dopo l'arresto di Troiano - gli agenti hanno chiuso il cerchio attorno a 'Pallone'.

Per questo motivo, la Guardia Civil si è recata in carcere e lo ha dichiarato in arresto per i reati di omicidio, detenzione illecita di armi, rapina con violenza, furto d'uso di veicoli, rapina con l'uso della forza, danneggiamento, falsità organizzazione documentale e criminale.

L'arma del delitto, risultata rubata nel 2019, è stata ritrovata insieme alle munizioni in un luogo vicino a quello dove era stata rinvenuta l'auto bruciata a Las Gabias. Sono stati recuperati anche altri due veicoli e diverse targhe rubate.

L'indagine è stata condotta dal gruppo omicidi dell'Uopj di Granada in collaborazione con l'Unità Centrale Operativa sotto la direzione del tribunale di primo grado e l'Istruzione 3 di Santa Fe e con il coordinamento della procura provinciale.

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