Cronaca

"Questa notte è morto un altro invisibile". Aveva 20 anni e si chiamava Bah. "Meritano dignità, basta baracche"

Flai Cgil dopo l'omicidio registrato la scorsa notte al Gran Ghetto: "All'agricoltura foggiana non servono braccia, ma servono uomini e donne a prescindere dall'etnia, o dal colore. A loro serve la dignità che meritano"

Il Gran Ghetto

"Questa notte è scomparso un altro invisibile, nell’ennesimo litigio sfociato in una drammatica conclusione, con la morte di un giovane ventenne della Guinea, si chiamava Bah". Così il segretario generale della Flai Cgil, Daniele Iacovelli, stigmatizza l'omicidio avvenuto la scorsa notte, nel cosiddetto Gran Ghetto, dove vivono attualmente circa 1000 persone di cui 400 nei moduli abitativi messi a disposizione dalla prefettura e Regione Puglia a seguito dell’ultimo incendio, mentre i restanti continuano ad abitare nell’insediamento spontaneo, proprio dove è accaduto il fatto. 

"Oramai consapevoli che le politiche di integrazione della Capitanata sono ancora lontane dall’essere considerate reali, chiediamo che questi lavoratori vengano trattati con dignità, in una visione umana delle loro vite", continua Iacovelli.

"Chiediamo poche cose: l’intervento immediato per mettere in sicurezza gli insediamenti spontanei; il potenziamento degli stessi, sino a delle politiche di integrazione vere, in questi luoghi servono dei moduli abitativi per tutti, acqua e bagni, basta baracche. Nessuno deve essere sgomberato e nessuno deve essere lasciato solo".

Omicidio: 20enne accoltellato al petto e ucciso dopo un litigio

Inoltre, è necessaria "una regia netta e chiara della sezione territoriale della 'rete agricola' di qualità, in stretta collaborazione con la prefettura di Foggia; un sistema di trasporti efficace tra gli insediamenti e le aziende agricole; il coinvolgimento vero di tutte le associazioni di volontariato e dei sindacati, la formalizzazione di presidi stabili interni, coordinati dalla prefettura e dalla Asl. Ancora, l’assunzione di responsabilità del mondo agricolo, per l’applicazione del salario contrattuale e del corretto orario di lavoro".

Per Flai Cgil serve una sanatoria che permetta agli invisibili, attraverso un rapporto di lavoro di avere i documenti necessari per lavorare e curarsi. "Poche cose, se applicate cambierebbero il mercato del lavoro in modo radicale, portando tutti i lavoratori verso una condizione di autodeterminazione reale, condizione che indirettamente riporterebbe molti lavoratori Italiani nelle campagne ed insieme rafforzerebbero il sistema agricoltura di Capitanata. All’agricoltura foggiana, non servono braccia, ma servono uomini e donne a prescindere dall’etnia, o dal colore. A loro serve - conclude il segretario generale - una provincia capace di riconoscergli la giusta dignità che meritano, in fondo chiedono poche cose, anzi una sola. Dignità".

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