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L'auto crivellata di colpi

L'auto crivellata di colpi

Omicidio Rizzi, ipotesi vendetta per “La strage del Circolo Bacardi”

Il primo maggio del 1986 all'interno del locale di Piazza del Mercato furono assassinate cinque persone, quattro delle quali appartenenti al clan Laviano. Giosuè aveva trovato riscatto nella pittura

Giosuè Rizzi, il boss foggiano degli anni Ottanta e Novanta ucciso ieri all’altezza di un semaforo di via Napoli con 6/7 colpi di pistola calibro 9x21, potrebbe esser stato ammazzato per la “Strage del circolo Bacardi”, il fatto di sangue compiuto il primo maggio del 1986, quando tre malavitosi a volto coperto fecero irruzione all’interno del locale di Piazza del Mercato nel cuore della notte e armati di mitragliette e pistole assassinarono cinque delle sei persone presenti, quattro appartenenti al clan Laviano.

Quella strage per la quale “Il Papa di Foggia”, così come amava definirlo Annacondia, era stato condannato all’ergastolo, pena poi ridotta a 29 anni di carcere, e che il conduttore e scrittore di gialli Carlo Lucarelli aveva raccontato in una delle sue trasmissioni definendola “Una strana storia fatta di estorsioni e di usura, di traffico di stupefacenti, armi e sigarette, di omicidi e di bombe”

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Le indagini condotte dal capo della Squadra Mobile, Alfredo Fabbrocini, si stanno concentrando su questo episodio, avvenuto circa 26 anni fa. L'omicidio di via Napoli potrebbe essere frutto di una vendetta. Ma c’è un’altra pista che gli inquirenti non tralasciano, quella legata al tentativo del “Papa che trovò riscatto nella pittura”, di ritornare a fare affari e rientrare nel giro della malavita foggiana.

Ipotesi questa meno plausibile in considerazione del fatto che Giosuè sembrava essersi tirato definitivamente fuori da ogni tipo di attività criminosa. Sembra infatti che l’ex boss non avesse alcun timore di essere ammazzato e conducesse una vita normale.

Non è esclusa nemmeno una terza ipotesi, quella secondo la quale Rizzi sarebbe stato ucciso perché la sua presenza, a prescindere dal coinvolgimento o meno della sua figura nella criminalità organizzata, era ritenuta comunque decisamente ingombrante.

Gli inquirenti sembrano non avere alcun dubbio sul fatto che quello di ieri sia stato un regolamento di chiaro stampo mafioso e che l’obiettivo dei killer, forse due a bordo di una motocicletta, fosse “Il Papa di Foggia” e non il conducente della Ford Fiesta crivellata di colpi sparati probabilmente da due pistole.

Una circostanza, quest'ultima, che potrà essere chiarita solo dall'esame balistico. Il bersaglio dell'agguato secondo gli investigatori era proprio Rizzi ma elementi certi - ad esempio sulla direzione dei proiettili - anche in merito a questo aspetto delle indagini potranno emergere dall'autopsia (il giorno non è stato ancora fissato)

Intanto, viste le modalità dell'agguato e la vittima designata, il caso passa direttamente alla Dda di Bari. Nelle prossime ore si potrà sapere se il questore di Foggia, Maria Rosaria Maiorino, consentirà lo svolgimento dei funerali in forma pubblica o meno: ciò avverrà solo dopo che sarà effettuato l'esame autoptico.

Adesso in città ci si chiede se l'omicidio di Rizzi possa dare il via ad una nuova guerra di mafia. "Al momento non riteniamo probabile questa eventualità - ha detto Fabbrocini a questo proposito - anche perché non ci sono segnali che ci facciano pensare ad una ripresa della 'guerra'. E' ovvio che stiamo attenti per capire e per interpretare eventuali segnali di ripresa"

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