Omicidio Traiano, il nipote Alfredo: "Sentitevi tutti Francesco in questo processo". Soddisfatti gli avvocati di parte civile Ursitti e Pellegrini

Le dichiarazioni degli avvocati di parte civile Ursitti e Pellegrini e di Alfredo, nipote di Francesco Traiano

Non accolto il rito abbreviato. La Corte d'Assise di Foggia, presidente Mario Talani, ha sciolto la riserva in merito alla richiesta di rito abbreviato per gli imputati del procedimento relativo alla sanguinosa rapina al bar 'Gocce di Caffè' al termine della quale venne ferito a morte il titolare, il 38enne Francesco Traiano. 

Al via dunque la fase del dibattimento: difesa e parti civili hanno presentato le rispettive richieste probatorie. Prossima udienza il 24 settembre. 

Soddisfatti gli avvocati di parte civile. "La Corte D'Assise accogliendo le nostre richieste ha ritenuto di non poter decidere oggi sulla sussistenza o meno delle attenuanti invocate dalle difese per cui all'esito del dibattimento deciderà su questa cosa, comunque procederemo con rito ordinario come abbiamo chiesto. Ce lo aspettavamo e siamo contenti" il commento dell'avvocato Gianluca Ursitti. "Abbiamo sentito la vicinanza del Comune, della regione e degli altri enti e associazioni. Ci fa piacere non essere soli e avere la città al nostro fianco"  ha dichiarato l'avvocato Raul Pellegrini.

"Sono contento, sentitevi Francesco in questo processo. Era un umile commerciante ucciso ingiustamente da dei malviventi, non giriamo la faccia dall'altra parte" il commento all'uscita del tribunale del nipote Alfredo.

Gli imputati - Antonio Bernardo, Christian Consalvo, Antonio Pio Tufo e Simone Pio Amorico (l’unico sottoposto ai domiciliari e con una posizione subalterna al gruppo), di età compresa tra i 21 e i 24 anni - avevano già chiesto nuovamente di essere giudicati con rito abbreviato, ma istanza era stata già rigettata in fase di udienza preliminare, quando il giudice ha rinviato a giudizio, davanti alla Corte d’Assise di Foggia, i giovanissimi che, secondo l’accusa, avrebbero preso parte tanto al piano quanto al progetto rapina, poi sfociato nell’omicidio di Francesco Traiano. 

Ad eccezione di Amorico, rispondono dei reati di omicidio, rapina e furto. Il nodo dell’udienza è legato sostanzialmente alla definizione tecnica del capo di imputazione: ovvero concorso pieno in omicidio, come sostenuto dall’accusa, o concorso anomalo come sostenuto dalla difesa?

E' già a processo, a Bari, il 17enne accusato di aver sferrato il fendente che ha ferito Traiano e che si è rivelato mortale.

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