Prima notte in carcere per Aghilar, ma ancora tanti nodi da sciogliere: si indaga sulla provenienza dell'arma

In mattinata, il 36enne riceverà la visita del difensore, l’avvocato Francesco Paolo De Sanctis. “Attendiamo la fissazione dell’udienza di convalida del gip, che in teoria dovrebbe avvenire entro sabato. Ma, poiché ci sono dei giorni festivi, non escludiamo possa essere fissata già nella giornata di domani” spiega il legale a FoggiaToday.

Il manifesto funebre in via Diaz

All’arrivo dei carabinieri, in piazza Sicilia, Cristoforo Aghilar non ha apposto resistenza. E, pur volendo, non avrebbe avuto tempo e modo. I militari, infatti, avevano 'cinturato' l’intera zona, ‘piombando’ letteralmente all’interno dell’abitazione alla periferia di Carapelle, in cui l’uomo - accusato di aver ucciso, lo scorso lunedì pomeriggio, la 53enne Filomena Bruno - si nascondeva.

Il 36enne è attualmente in carcere, a Foggia, in attesa della convalida del fermo. L'accusa è di omicidio volontario, con l'aggravante della premeditazione. In giornata, riceverà la visita del difensore, l’avvocato Francesco Paolo De Sanctis. “Attendiamo la fissazione dell’udienza di convalida del gip, che in teoria dovrebbe avvenire entro sabato. Ma, poiché ci sono dei giorni festivi, non escludiamo possa essere fissata già nella giornata di domani”, spiega il legale a FoggiaToday.

Omicidio Orta Nova, Aghilar "sconvolto e collaborativo"

Intanto, resta da chiarire, nel dettaglio, la dinamica degli eventi. Tutta la ricostruzione ruota attorno al rapporto che Aghilar, agli arresti domiciliari nel palazzo accanto a quello della vittima, aveva stretto con la figlia 21enne di Filomena Bruno. Un rapporto, pare, osteggiato dai familiari della ragazza, dalla madre in primis. Secondo quanto accertato, fino ad ora, dagli investigatori, a inizio settembre, i due decidono di trasferirsi in Germania ma la convivenza non dura a lungo. Forse a causa del carattere irruento dell’uomo, infatti, la ragazza decide di andar via e, su consiglio della madre e del fratello, si allontana rifugiandosi in un’altra città d’Italia.

E’ a questo punto che gli eventi degenerano: Aghilar, nonostante fosse ricercato per il reato di evasione, torna ad Orta Nova, e armato di pistola minaccia Filomena Bruno e suo figlio in un bar cittadino: vuole sapere dove si nasconde la ragazza. In seguito all’evento, i carabinieri sottopongono la donna a misure di protezione, con l’obbligo di comunicare ai militari ogni spostamento. Cosa che non è avvenuta lunedì pomeriggio, quando Aghilar ha sorpreso la 53enne, nella palazzina di via Diaz e l’ha uccisa con due coltellate al petto.

Al vaglio dei militari, intanto, i tabulati telefonici delle utenze del 36enne e della ragazza. Restano, però, alcuni nodi tecnici da chiarire, quelli che andranno poi a determinare, nel dettaglio delle eventuali aggravanti, l’accusa da muovere confronti di Aghilar, nonché l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti: come si era procurato (o chi gli ha procurato) l’arma impugnata lo scorso sabato sera? Come si è introdotto, lo scorso lunedì, nella palazzina di via Diaz? Quando, dove e come si è procurato il coltello, arma del delitto? Tutti aspetti al vaglio dei carabinieri e della Procura della Repubblica di Foggia.

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