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Immagine di repertorio

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"Quel giorno ero ubriaco, non so perchè gli ho fatto del male". Rigettata richiesta di perizia psichiatrica su Papantuono

Si è conclusa poco fa l'udienza del processo a carico di Giuseppe Papantuono, imputato dell'omicidio di Vincenzo Di Gennaro, carabinieri di Cagnano Varano. Chiusa l'istruttoria, la prossima udienza è fissata al 19 marzo

“La sera prima dell’omicidio mi hanno fermato ad un posto di blocco: “Papantuono, sempre lei è?”. E ci siamo messi a ridere insieme. Dico questo perché col maresciallo Di Gennaro e con i carabinieri di Cagnano Varano non c’erano mai stati problemi, non mi hanno mai messo un dito addosso. Quello che è successo è stato perché sono 30-35 anni che faccio uso di alcol e stupefacenti. Quella notte ero marcio”.

E’ questo un passaggio del racconto di Giuseppe Papantuono, 65enne di Cagnano Varano accusato dell’omicidio del maresciallo maggiore Vincenzo Di Gennaro, avvenuto nell’aprile di due anni fa. 

L'uomo, lo ricordiamo, doveva essere sottoposto ad interrogatorio durante l’udienza dello scorso 20 novembre, ma preferì rinunciare al suo diritto. Questa mattina, per il tramite del suo legale, l’avvocato Angelo Di Pumpo, ha chiesto di essere ascoltato dalla Corte, ma il presidente Mario Talani ha acconsentito alla sola possibilità di rendere dichiarazioni spontanee, in collegamento da remoto dal carcere di Lecce.

“In carcere le guardie mi hanno picchiato e non ci sento più da un orecchio”, ha spiegato l’imputato, cercando di giustificare l’errore di valutazione nella rinuncia del diritto. Il suo racconto è durato circa 15 minuti: “Quella notte ero marcio. Avevo assunto droga e mi ero ubricato", ha rimarcato spiegando di non ricordare nulla dell'omicidio del maresciallo Vincenzo Di Gennaro e del tentato omicidio del carabiniere Pasquale Casertano. "Mi sono svegliato svegliato al carcere di Foggia senza sapere cosa fosse successo. C'erano 5-6 ragazzi in cella e ho chiesto: 'Perchè sono qua?' Quella mattina ero ubriaco, non lo so nemmeno io perchè gli ho fatto del male".

Terminato l'intervento, la Corte ha stabilito "non necessaria la perizia psichitrica sull'imputato", rigettando la richiesta avanzata sul punto dalla difesa (il 65enne era stato già sottoposto a perizia dal prof. Catanese, teste in comune tra difesa e accusa). 

Chiusa l'istruttoria, la prossima udienza è fissata al 19 marzo, per la sola discussione del pubblico ministero. Per le parti civili, erano presenti in aula Lucia Elena Elisabetta Di Gennaro (sorella del maresciallo) e gli avvocati Michele Minischetti (in proprio e per delega del Comune di San Severo e di Pasquale Casertano), e l'avvocato Giovanni Diego La Torre per l'Avvocatura dello Stato, Arma Generale dei Carabinieri e in proprio per l'Associazione Nazionale Sottufficiali d'Italia. 

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