Omicidio Francesco Cannone, arrestati i due presunti colpevoli

"Sei un infame", la frase pronunciata dalla vittima, avrebbe scatenato la furia omicida dei presunti colpevoli. Secondo gli inquirenti, Il 23enne di San Severo sarebbe l'esecutore materiale dell'agguato

Nessun regolamento di conti ma un litigio finito in tragedia scaturito per futili motivi. Secondo gli inquirenti sarebbe questa la causa che avrebbe spinto i due presunti assassini, Giovanni Pio Mele e Paolo Basto, a uccidere Francesco Cannone. Un particolare, quello del ritrovamento del numero del 22enne ucciso sul telefonino di Mele, starebbe spostando l’attenzione sull’ipotesi di un probabile regolamento di conti.

IL MOVENTE - Questa mattina alcuni testimoni hanno riferito di aver udito pronunciare dalla vittima la frase “Sei un infame” rivolta a uno dei presunti assassini. Sempre secondo gli inquirenti, l’esecutore materiale dell’omicidio potrebbe essere Paolo Basto, 23 anni di San Severo. Dopo l’agguato il ragazzo si sarebbe rifugiato a casa di una sua amica dove è stato raggiunto e sottoposto a fermo preventivo. Nell’abitazione è stata poi rinvenuta una pistola calibro 6.35 con quattro proiettili al suo interno. Altri quattro bossoli sono stati trovati nelle tasche di un giubbotto. Il caricatore ne può contenere dieci. Mancherebbero i due sparati presumibilmente contro Cannone. Basto non avrebbe confessato l’omicidio (avrebbe confessato il litigio), ma agli inquirenti suona strano il fatto che sul telefonino di Mele compare il numero di Cannone. Si attendono gli esiti delle perizie balistiche e quello dell’esame stub a cui sono stati sottoposti gli indumenti del presunto assassino.

L'OMICIDIO - L’agguato è avvenuto alle 4.00 nella notte tra sabato e domenica. La vittima, insieme alla moglie e a una coppia di amici, stava trascorrendo la nottata in un pub di Via Delli Carri. Intorno all’1.45 nel locale sarebbero entrati Mele e Basto in compagnia delle rispettive fidanzate. Qualche minuto dopo sarebbe scoppiato un violento diverbio proseguito all’esterno e intervallato da quel “Sei un infame”. Dagli insulti si è passati alle maniere forti. Secondo una prima ricostruzione, Cannone e gli amici avrebbero picchiato e allontanato i due presunti colpevoli. Nel frattempo Mele e Basto si allontanano e promettono vendetta. All’uscita dal locale, intorno alle 3.45, Francesco e sua moglie stanno percorrendo Via La Rosa quando gli esecutori del gesto inconsulto sbucano da via Graticola. Cannone viene raggiunto da due colpi, uno dei quali lo colpisce all’altezza del polmone. I soccorsi sono immediati, ma il 22enne foggiano morirà qualche minuto dopo agli Ospedali Riuniti.

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L'ARRESTO - Gli inquirenti si mettono subito al lavoro, raccolgono le prime testimonianze e qualche ora dopo raggiungono Mele presso la propria abitazione. Il cerchio si stringe e gli investigatori, attraverso l’utenza telefonica della fidanzata di Basto, riescono a rintracciarlo e ad arrestarlo.

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