Ucciso nella fattoria dell'amico da tre fucilate, ma l'obiettivo non era lui: condannato a 20 anni autotrasportatore

La Cassazione ha respinto il ricorso dei legali di Capra, chiudendo così definitivamente un lungo e complesso percorso giudiziario, costato cinque processi in sette anni

E’ Nicola Capra il responsabile dell’omicidio di Aldo Belfiore. Lo ha deciso la Corte di Cassazione che ha respinto il ricorso dei legali dell’imputato. Ne dà notizia La Gazzetta di Capitanata. Capra dovrà quindi scontare 20 anni di reclusione ed è già stato tradotto in carcere. I giudici di Cassazione avevano già confermato un anno fa la sentenza ventennale di primo grado; il rigetto del ricorso chiude pertanto definitivamente un percorso giudiziario complesso, costato cinque processi in sette anni.

Il 43enne autotrasportatore lucerino è l’autore del delitto di Belfiore, il 49enne rimasto ucciso il 7 agosto 2012 da tre fucilate sparate nella fattoria di un amico. I fatti avvennero nel giro di poche ore. Secondo la Procura fu proprio Capra a fare irruzione in una masseria sulla strada per Troia e ad esplodere diversi colpi di arma da fuoco nei confronti del proprietario, Antonio Palmadessa, che rimase gravemente ferito.

Ad avere la parte peggiore, però, fu Belfiore, che si trovava lì per caso nella masseria dell’amico, raggiunto da tre colpi. Fu lo stesso Palmadessa, una volta ripresosi, a raccontare i fatti, poi confermati dalle telecamere di videosorveglianza di un bar di via Montello: Capra avrebbe agito per vendetta poiché mezzora prima, in quel locale, Palmadessa lo aveva aggredito accusandolo di aver infastidito la figlia nei giorni precedenti.

Capra non ha mai ammesso l’omicidio e l’arma non è stata mai ritrovata.

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