Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca Mattinata

Omicidio di mafia sul Gargano: ucciso Bartolomeo Notarangelo, era il cugino di 'Cintaridd'

Focus sulle parentele della vittima: l'uomo è il cognato di Angelo Quitadamo, collaboratore di giustizia ritenuto fino a pochi anni fa boss di Mattinata, mentre suo padre è cugino di Angelo 'Cintaridd' Notarangelo, il boss di Vieste assassinato nel gennaio del 2015

Un agguato in piena regola, quello messo a segno ai danni di Bartolomeo Notarangelo, 36enne  garganico assassinato, nel pomeriggio di ieri, nei campi in agro di Mattinata.

L'uomo è stata ucciso a colpi di fucile - arma che storicamente 'firma' gli omicidi della mafia garganica - nel fondo agricolo che gestiva in Montelci, vicino Mattinatella. I killer potrebbero averlo seguito, monitorando i suoi spostamenti di lavoro, e poi sorpreso senza dargli possibilità di scampo. 

Ed è stato in questo luogo, piuttosto impervio e difficile da raggiungere, che i carabinieri - incaricati delle indagini del caso - hanno trovato il cadavere, riverso nel terreno. La vittima aveva precedenti per armi e droga, ma sono le sue parentele a ricondurre, al momento, il fatto di sangue agli ambienti criminali garganici.

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L'uomo, infatti, è il cognato di Angelo Quitadamo, collaboratore di giustizia ritenuto fino a pochi anni fa boss di Mattinata, mentre suo padre è cugino di Angelo 'Cintaridd' Notarangelo, il boss di Vieste assassinato nel gennaio del 2015, il cui omicidio è stato recentemente rivendicato da Marco Raduano, da alcuni mesi collaboratore di giustizia.

Nel 2019, Bartolomeo Notarangelo era stato arrestato dai carabinieri, dopo essere stato sorpreso con 1 kg di cocaina ed oltre 20.000 euro in contanti durante un controllo antidroga eseguito a Manfredonia. Fermato in località Siponto lungo la SP 141, il viestano era stato perquisito dagli investigatori dell’Arma che, ispezionando l’autovettura su cui viaggiava e, successivamente, l’abitazione in cui vive, hanno recuperato droga e soldi.

Prima ancora, nell'agosto 2017, ovvero in piena guerra di mafia, fu arrestato perchè trovato in possesso di armi. In particolare, nella masseria del giovane, in località “Paradiso Selvaggio”, i carabinieri trovarono, ben nascosti sotto un cespuglio di macchia mediterranea, a ridosso di un ricovero bestiame, un fucile calibro 12, perfettamente funzionante e con il numero di matricola abraso, e tre cartucce caricate a pallettoni.

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