Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca Mattinata

Allevatore ucciso a colpi di fucile: sette anni fa il 28enne era stato arrestato per tentato omicidio

L'agguato è avvenuto ieri sera 17 luglio intorno alle 20 nelle campagne di Mattinata, sul Gargano, in provincia di Foggia. La vittima è Bartolomeo Lapomarda, arrestato nel 2016 per tentato omicidio in concorso con altri due soggetti

Ucciso a colpi di fucile nel suo fondo agricolo, nelle campagne di Mattinata, lungo la strada che porta a Monte Sacro. Il corpo senza vita dell'allevatore 28enne Bartolomeo Lapomarda, è stato trovato dai carabinieri - riverso nel terreno, già senza vita - intorno alle 20 di ieri 17 luglio, dopo che i familiari ne avevano denunciato il mancato rientro a casa.

Nel corso della notte, i militari - che seguono le indagini, coordinate dalla procura di Foggia - hanno eseguito alcuni stub (l’esame che rileva la presenza di polvere da sparo su pelle e indumenti) e perquisizioni a carico di pregiudicati del posto, ed hanno interrogato le persone vicine all’uomo per ricostruirne gli ultimi spostamenti.

Il luogo in cui è avvenuto l’omicidio non è dotato di telecamere e di sistemi di videosorveglianza. Il medico legale, giunto sul posto, ha evidenziato alcune ferite da arma da fuoco nella zona della schiena e del busto ma informazioni più dettagliate potranno emergere dall’autopsia, che viene disposta di prassi in casi di omicidio. 

Il giovane allevatore, dunque, è morto sul colpo e non successivamente, in ospedale, come inizialmente diffuso. La vittima aveva precedenti penali per tentato omicidio, poiché, sei anni fa, insieme ad altre due persone (poi arrestate dai carabinieri) aveva aggredito una persona impugnano un’accetta.

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Chi è Bartolomeo Lapomarda

La vittima è Bartolomeo Lapomarda, noto alle cronache per la brutale aggressione avvenuta la notte tra il 7 e l’8 aprile 2016, a Mattinata, da parte di tre giovani del posto - tra cui Andrea Quitadamo alias 'Baffino Junior' e ora collaboratore di giustizia - ai danni di un 43enne, ferito al volto e al torace con un’ascia e lasciato sanguinante a terra davanti ad una pizzeria di Corso Matino, in pieno centro.

Ad immortalare parte della 'spedizione punitiva', scattata nei confronti di Antonio Pio Prencipe, verosimilmente dopo i continui litigi per lo sconfinamento dei pascoli in terreni altrui, erano state le immagini del sistema di videosorveglianza.

All'epoca 21enne, Lapomarda - colui che impugnava l'ascia - era stato rintracciato da un poliziotto di origini mattinatesi libero dal servizio mentre vagava nella macchia mediterranea. 

L'allevatore crollò confessando di essere l’autore del tentato omicidio avvenuto qualche giorno prima. Fu arrestato, insieme ad altri due complici, per tentato omicidio in concorso. Alcuni giorni prima, all'indirizzo dell'auto del padre di Lapomarda, erano stati esplosi alcuni colpi di pistola. 

La risposta del sindaco di Mattinata

Michele Bisceglia, sindaco di Mattinata, sul grave accadimento ha ritenuto opportuno ribadire la posizione della cittadina garganica: "Questo atto sconsiderato, violento e disumano è la riprova che i nostri sono territori difficili, complessi, di mafia. Noi mattinatesi condanniamo con forza questa barbarie. Noi mattinatesi siamo e rappresentiamo una comunità ospitale e laboriosa. Con coraggio e decisione chiamiamo questa gente come merita: vigliacchi assassini. Nulla può giustificare tutto questo. Abbiamo tutti il dovere di continuare il nostro percorso di emancipazione dalla mafia e dalla sua inaudita violenza. Senza timore alcuno, senza omertà alcuna chiamiamo per nome questa feroce nefandezza. Noi non abbiamo paura. Sono sindaco di una grande Comunità, operosa e dinamica, capace e onesta. Non saranno pochi criminali a cambiare la nostra storia. Confermo e confermiamo la nostra fiducia nell'operato della Magistratura, delle alte cariche delle Forze dell'Ordine, nel lavoro quotidiano di Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza, ringraziando il Prefetto Valiante e l'Arcivescovo Moscone per la loro vicinanza alla nostra Comunità. Abbiamo fatto tanto cammino assieme, non ci fermiamo proprio adesso".

Il messaggio dell'arcivescovo Moscone

Padre Franco Moscone, arcivescovo della diocesi Manfredonia-San Giovanni Rotondo-Vieste, prendendo in prestito le parole del Profeta Isaia 'Per amore del mio popolo' non tacerò, si è espresso sull'ennesimo delitto in cui è stato barbaramente assassinato un giovane padre di tre bambini. "Nulla e nessuno possono trovare giustificazione a simile barbarie che infanga comunità e territorio". 

E ancora, evidenzia l'arcivescovo: "Omicidi, tentati omicidi, sparatorie, atti intimidatori ed estorsioni, furti e riciclaggio di denaro proveniente da spaccio e ogni altro tipo di malaffare, se fanno del nostro territorio un luogo ad alta esposizione mafiosa, al tempo stesso impongono di convertirci ad un modo di vivere più umano e trasparente, caratterizzato da onestà, rettitudine e legalità, promuovendo una società più giusta e fraterna".

La Chiesa di Padre Franco Moscone è più che mai impegnata a risvegliare le coscienze, a educare al senso civico, a formare persone che abbiano il coraggio di assumere la responsabilità di essere sempre più onesti cittadini e buoni cristiani. "Con forza non posso che continuare a ribadire che anche in contesti ardui e problematici come il nostro è possibile costruire un futuro diverso, che semina e raccoglie frutti di legalità, sconfiggendo le “strutture di peccato” e innescando alleanze positive per riedificare nella giustizia la casa comune della nostra bella e amata Terra garganica".

In ultimo, il numero della diocesi garganica, ha assicurato la sua preghiera e la sua vicinanza alla famiglia del defunto: "Mi stringo con tutto il mio fraterno sostegno alla popolazione di Mattinata, alle sue istituzioni cittadine e alla comunità parrocchiale della Madonna della Luce, che sprono a continuare a percorrere il cammino già intrapreso di comunità laboriosa, onesta ed ospitale che vive nella legalità e testimonia la civile convivenza e la bellezza del Vangelo".

Avviso Pubblico

Prima lo scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune di Orta Nova, poche ore dopo l'omicidio nelle campagne di Mattinata: "Quello che sta accadendo in Puglia, pone la nostra regione in una zona di frontiera assai complessa e difficile. L’attacco dei clan pone in serio pericolo la tenuta stessa del territorio e stravolge le regole democratiche locali. Ora più che mai è necessaria una reazione forte da parte di tutti i pugliesi, che parta dalle istituzioni territoriali, dalla magistratura e dalle forze dell’ordine, fino alla società civile. Sappiamo che la mafia può essere battuta. Lo abbiamo visto accadere in altre circostanze, quando le comunità locali hanno deciso di alzare la testa e ribellarsi".

Così il sindaco di Monte Sant’Angelo e coordinatore regionale di Avviso Pubblico, Pierpaolo d’Arienzo: "Ricostruire fatti e circostanze e punire i colpevoli è fondamentale per restituire dignità alla comunità di Mattinata. Dimostrando, inoltre, che con l’impegno di tutti è possibile rinnovare il tessuto sociale e dare una risposta forte a chi pretende di occupare gli spazi comuni".

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