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Lunedì, 4 Luglio 2022
Cronaca

Assassinato davanti al carcere, amava la sua nuova vita da volontario: "Ha un sapore diverso"

Alessandro Scrocco è stato assassinato la sera del 18 maggio davanti al carcere di Foggia. Da due anni prestava servizio presso il Banco Alimentare della Daunia. Nel 2010 aveva ucciso un 29enne

“Alessandro ci manca, perché ha fatto parte della nostra famiglia”. Con queste parole il Banco Alimentare della Daunia Francesco Vassalli Onlus ricorda il 32enne assassinato davanti al carcere di Foggia, dove era detenuto in regime di semilibertà. “Per circa due anni abbiamo incontrato il suo sguardo, i suoi pensieri. Non ci ha dato solo una mano a spostare pacchi, con lui abbiamo condiviso il banco come casa” evidenziano i volontari e colleghi di Alessandro, ucciso nella sua Nissan mentre effettuava una manovra in retromarcia: uno, due, tre colpi di arma da fuoco non gli hanno lasciato scampo. 

Sulle pagine dell’associazione che recupera cibo e lo distribuisce ai più bisognosi, nel novembre dello scorso anno Danila Paradiso aveva raccontato la storia di quel ragazzo noto alle cronache locali per l’omicidio del 29enne Giuseppe Speranza, freddato il 2 gennaio 2010 dopo un violento litigio scoppiato la notte di Capodanno tra i due e successivamente tra le famiglie. Per quel delitto fu condannato a 16 anni e due mesi di carcere. 

Dopo aver vissuto in diversi istituti penitenziari d’Italia,aveva cominciato un percorso di reinserimento sociale. Da luglio 2020 Alessandro accompagnava la prima delle due figlie di sette anni a scuola, poi si dirigeva nei magazzini del Banco Alimentare della Daunia di via Manfredonia. “Stando in Istituto non ti accorgi molto di quello che avviene fuori. La vita per me, ora, ha un sapore diverso” diceva. “Al Banco sto bene. Mi sono sentito subito a mio agio, come in una famiglia. Nel lavoro, come in famiglia, bisogna essere uniti”.

A Perugia, dove aveva trascorso gli ultimi anni di detenzione prima di trasferirsi nel capoluogo dauno, aveva frequentato corsi di teatro e falegnameria, oltre ad aver conseguito l’attestato Haccp. In carcere faceva lo ‘spesino’, consegnava cioè gli alimenti ai detenuti. Fuori dalla cella gestiva il magazzino del Banco, istruendo i nuovi volontari del servizio civile. “Sto insegnando loro molte cose perché sono qui da più tempo e sono pratico con i muletti. Alla fine trasferisco loro quello che altri hanno insegnato a me” raccontava.

Prestava anche servizio alla Parrocchia di Gesù e Maria, dove consegnava i pacchi per la mensa dei poveri. “Per fortuna ho iniziato una nuova vita” diceva. Scontata definitivamente la sua pena, avrebbe voluto tornare a gestire l’autolavaggio di famiglia e continuare a dedicare del tempo al Banco Alimentare. Nel corso di quella chiacchierata, di appena sei mesi fa, aveva ripreso un proverbio: ‘Fai del bene e scordati, fai del male e pensaci’. Alla fine dei conti è proprio così”.

Chi e perché ha ucciso il 32enne saranno gli inquirenti a stabilirlo. Intanto la nuova vita da volontario di Alessandro Scrocco, è stata interrotta il 18 maggio, davanti al carcere di Foggia, alle 20.45 (le immagini video dell'omicidio).

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