Vieste macchiata di sangue: dall'uccisione di 'Cintaridd' ad oggi, tre anni e mezzo di agguati e omicidi

Sul Gargano la situazione è incandescente. La città del Pizzomunno è terra di conquista per boss emergenti, impegnati in una guerra senza sconti: dall'omicidio del boss Angelo Notarangelo, sono 9 i morti ammazzati

L'omicidio di Cintaridd

La situazione, a Vieste, è incandescente. “Calda” come l’estate che è ormai alle porte; come la stagione che, storicamente, conta omicidi eclatanti, sul Gargano preso d’assalto da turisti. Basti pensare alla strage di mafia dello scorso agosto, nella quale, insieme al boss Mario Luciano Romito e al cognato Matteo De Palma, sono morti anche i fratelli Luigi e Aurelio Luciani, agricoltori e testimoni scomodi dell’agguato; oppure all’omicidio di Omar Trotta, ucciso a sangue freddo all’interno della sua bruschetteria, in pieno centro, e davanti alla figlioletta di pochi mesi.

Una scia di sangue lungo ormai tre anni, ovvero dal 26 gennaio del 2015, quando sulla strada per ‘Gattarella’ fu ucciso il boss di Vieste, Angelo ‘Cintaridd’ Notarangelo. Una data capitale che segna l’inizio della nuova guerra della mala garganica, rimasta improvvisamente senza vertice. Da allora, Vieste è diventata terra di conquista, palestra per boss emergenti, e quell’organizzazione che seguiva un’unica direzione si è divisa in più rivoli, gruppi contrapposti e in cerca di alleanze anche fuori territorio, andando a “bussare” alla porta degli amici montanari. Vieste è diventata quindi terra di conquista, palestra per boss emergenti. Da allora, la città del Pizzomunno conta nove omicidi, cinque agguati e una lupara bianca. Due al momento le batterie contrapposte: il gruppo di Marco Raduano, ex luogotenente di Notarangelo e oggi a capo degli ‘scissionisti’, e quello capeggiato da Girolamo Perna.

OMICIDIO ANGELO NOTARANGELO | Freddato a colpi di pistola e kalashnikov, mentre a bordo della sua auto - una Toyota Rav4 grigia - percorreva la Provinciale 53, la litoranea Mattinata-Vieste. Un vero e proprio agguato teso contro il 37enne Angelo Notarangelo, sorpreso da una pioggia di colpi di arma da fuoco all’esito di un tornante, prima del rettilineo per “Porto Nuovo”. Era il 26 gennaio del 2015, l’inizio di una nuova guerra di mafia, a Vieste.

OMICIDIO MARINO SOLITRO | Ucciso con almeno due fucilate nel petto, il 29 aprile 2015,  Marino Solitro, 50enne viestano, freddato nel cortile della sua villetta in località “Molinella”, a cinque chilometri dal centro abitato. Solitro è stato raggiunto al torace da almeno un paio di colpi di fucile calibro 12. L’uomo aveva precedenti penali per spaccio di droga e reati contro il patrimonio.

OMICIDIO GIAMPIERO VESCERA | Il 3 settembre 2016, in località Mandrione, viene scoperto il corpo senza vita di un 27enne del posto, già noto alle forze di polizia. Si tratta di Giampiero Vescera, classe 1989, cognato di Marco Raduano ritenuto dagli inquirenti il ‘luogotenente’ del boss di Vieste Angelo Notarangelo. Vescera è stato ucciso con quattro colpi di pistola, e ha lasciato una giovanissima compagna e una bambina di pochi mesi. Il 27enne era stato arrestato il 18 agosto del 2015 per una rapina-assalto ad un tir carico di sigarette, in agro di Termoli.

OMICIDIO VINCENZO VESCERA | Ancora un omicidio, questa volta in zona Lungomare Europa:  freddato con almeno due colpi di fucile, nei pressi della sua abitazione, il 32enne Vincenzo Vescera, pluripregiudicato del posto che, secondo le prime informazioni raccolte, era solo e a piedi quando è stato raggiunto dai sicari in via San Nicola. L’uomo non aveva legali mi sangue con Giampiero Vescera: si tratta di semplice omonimia.

OMICIDIO ONOFRIO NOTARANGELO | Ucciso a distanza di due anni dal fratello, nel gennaio 2017, Onofrio Notarangelo. L'omicidio è avvenuto intorno alle 21.30, in via Verdi, nei pressi della caserma dei carabinieri. Onofrio, 46enne, è stato ucciso con quattro colpi di fucile che lo hanno sorpreso mentre era solo nella sua auto, una Fiat Punto, nei pressi della sua abitazione. Un fatto di sangue interpretato dagli inquirenti come la risposta all'agguato teso a Vincenzo Vescera,

OMICIDIO OMAR TROTTA | Agguato in pieno centro storico, lo scorso 27 luglio, quando un uomo di 30 anni è stato ucciso a colpi di pistola all'interno del proprio ristorante, a due passi dalla Cattedrale. I sicari hanno fatto fuoco all'interno del locale: la vittima è morta sul colpo. Si tratta di Omar Trotta, classe 1986.  E’ stato ucciso davanti agli occhi della compagna e della figlioletta di 7 mesi. Nel locale, al momento dell’agguato anche un giovane di Monte Sant’Angelo, ferito di striscio. Trotta aveva precedenti per droga e reati contro il patrimonio. Per gli inquirenti era sicuramente lontano dai Raduano, più vicino alla famiglia alla famiglia Notarangelo anche se la situazione criminale viestana è diventata estremamente fluida e in fase di nuovi assestamenti.

OMICIDIO GIAMBATTISTA NOTARANGELO | Ucciso in località Palude Mezzane, a Vieste, il 46enne Giambattista Notarangelo, cugino di Angelo e Onofrio Notarangelo, ferito a morte con numerosi colpi di arma da fuoco. Il corpo, ormai senza vita, è stato scoperto da un agricoltore, che ha lanciato l’allarme alla polizia. A terra, i segni della sventagliata di colpi esplosi: 15 i bossoli di pistola e fucile repertati, sei dei quali hanno raggiunto la vittima, uccidendola. Giambattista Notarangelo aveva subito una condanna a oltre sette anni di reclusione nell'ambito del processo 'Medioevo' su estorsioni e il racket della guardiania aggravati dal metodo mafioso. 

OMICIDIO ANTONIO FABBIANO | Giovanissima la vittima dell’agguato messo a segno in via Tripoli, in zona porto, a Vieste. Si tratta di Antonio Fabbiano, classe 1993. Il giovane è stato ferito nei pressi della sua abitazione con numerosi colpi di fucile (almeno due le armi utilizzate) che lo hanno raggiunto all'altezza del torace e dell'addome. E’ deceduto poche ore dopo, in ospedale, dove era giunto in condizioni disperate. Per gli inquirenti, infatti, Fabbiano era vicino al gruppo degli "scissionisti", gruppo guidato da Marco Raduano

OMICIDIO GIANMARCO PECORELLI | Ultimo fatto di sangue, in ordine di tempo, il 19 giugno: in località 'Mandrione', tra la città del Pizzomunno e Peschici, è avvenuto un agguato nel quale una persona è morta e un'altra è rimasta ferita; entrambi erano a bordo di uno scooter. La vittima è Gianmarco Pecorelli, di 22 anni, ucciso con numerosi colpi di arma da fuoco; ferito il 32enne Christian Pio Trimigno. Quest'ultimo in gravi condizioni, trasportato d'urgenza, tramite elisoccorso, presso l'ospedale 'Casa Sollievo della Sofferenza' di San Giovanni Rotondo. Pecorelli, per gli inquirenti, è ritenuto vicino al gruppo capeggiato da Girolamo Perna.

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AGGUATI E LUPARA BIANCA | Manca all’appello da maggio scorso, il 26enne Pasquale Notarangelo, figlio di Onofrio e nipote di Angelo. L’uomo è scomparso in località Coppitella, dove è stata trovata la sua Fiat Punto, perfettamente chiusa e parcheggiata. Al suo interno vi era anche il telefono cellulare dell'uomo. A denunciarne la scomparsa ai carabinieri è stata la moglie di Pasquale. L’ipotesi più valida, al momento, è anche quella più terribile: ennesimo caso, sul Gargano, di lupara bianca. Insieme a Christian Pio Trimigno, il 32enne ferito nell’agguato teso a Gianmarco Pecorelli, al Mandrione, sono altri quattro i tentati omicidi messi a segno a Vieste. Tra questi, l’ex custode del cimitero di Vieste, il 35enne Emanuele Finaldi, ferito con due colpi di fucile calibro 12, mentre rientrava a casa. L’uomo è stato colpito al torace e ad un braccio. Agguati falliti, invece, quelli a carico dei capigruppo Marco Raduano, a marzo di quest’anno, e Girolamo Perna, nel settembre 2016 e nel marzo dello scorso anno.

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