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Giovedì, 7 Luglio 2022
Cronaca San Severo

Cancella volti e vite, uccide davanti a tutti e non guarda in faccia a nessuno: è la mafia di San Severo

Cinque omicidi, quattro di mafia, negli ultimi quindici mesi. L'ultimo ieri 8 aprile. Ucciso Salvatore Lombardi

Il corpo a terra, esanime, con la faccia sfigurata e in una pozza di sangue. E’ stato trovato così, Salvatore Lombardi, il 30enne ucciso con cinque colpi di pistola al volto e alla testa, ieri pomeriggio a San Severo, verosimilmente da un 17enne reo confesso del delitto con il quale si erano dati appuntamento nei pressi di un bar. 

Si tratta del quarto efferato omicidio in quindici mesi compiuto nella città dei campanili, dove la malavita non guarda in faccia a nessuno, cancella i volti e le vite delle persone a qualsiasi ora del giorno. E non importa dove, come e quando.

Il volto insanguinato di Lombardi, crivellato di colpi intorno alle 18.30 in un giardino pubblico tra via Tommaso Forte e via Fortore, conferma la violenza con la quale si esprime la criminalità nella città dell’Alto Tavoliere, epicentro in Puglia degli affari sporchi e crocevia dei traffici di droga.

A dire il vero l’omicidio dell’8 aprile sarebbe il quinto. Difatti, per le modalità altrettanto violente, nonostante sia stato compiuto in  tutt'altro contesto, non fa eccezione il delitto del 20 novembre 2021 di Bonifazio Buttacchio, 57enne del posto deceduto per una ferita lacero-contusa alla testa provocatagli dal titolare di un cantiere edile di via Cannelonga. L’omicidio sarebbe avvenuto all’esito di un litigio tra la vittima e il titolare, probabilmente per una somma di denaro di circa 200 euro che il carpentiere vantava nei confronti dell’ex datore di lavoro, il 39enne Vincenzo Gualano, che per il fatto di sangue si era costituito.

Prima ancora, l’estate scorsa, c'era stato l'omicidio di Matteo Anastasio, assassinato il 12 luglio 2021 durante i caroselli per la vittoria dell’Italia agli Europei di calcio, mentre in compagnia del nipote di sei anni - rimasto gravemente ferito nell'agguato - festeggiava a bordo di uno scooter.

Un mese dopo, il 14 agosto, nelle vicinanze di un autolavaggio di Corso Leone Mucci, i sicari hanno raggiunto e ucciso Luigi Ermanno Bonaventura. In quella circostanza rimasero feriti due passanti, di cui uno appena 12enne.

Qualche mese prima, a febbraio, in seguito al tentato duplice omicidio avvenuto il giorno di Capodanno, a Casa Sollievo della Sofferenza era deceduto il 40enne Giacomo Perrone, uno dei due uomini feriti nella sparatoria di via Mario Carli. Ed è proprio intorno a questo accadimento che si concentrerebbero le indagini dell’agguato dell'8 aprile.

E’ del tutto evidente che a San Severo la lotta tra clan per il predominio degli affari illeciti si manifesti, talvolta o troppo spesso, con la sete di vendetta di sodali spietati, senza rispetto alcuno per la vita umana, men che meno per i bambini e le persone innocenti. Ed è preoccupante il cambio di passo di una criminalità che non guarda in faccia a nessuno quando deve perseguire un obiettivo. E quindi spara. Poco importa se la strada sia deserta o ricolma di persone. Si apre il fuoco tra la gente a qualsiasi ora del giorno, con una sudamericana spregiudicatezza, che fa paura.

La Dia, Direzione Investigativa Antimafia, nella relazione del primo semestre 2021, ritiene che la città presenti profili di maggiore metamorfosi e instabilità dovuti ai vuoti di potere e alla contrapposizione armata tra diverse fazioni che potrebbero favorire un parziale ritorno agli assetti del passato.

“Ne sono dimostrazione i risultati investigativi connessi con l’inchiesta del 9 marzo 2021 condotta dai Carabinieri che ha registrato il coinvolgimento di giovani legati alle storiche famiglie criminali del luogo” si legge. “La fluidità dello scenario criminale, dovuto alla continua ricerca di nuovi assetti, non sempre coincide con il raggiungimento di stabili equilibri nella gestione delle attività illecite. In tal senso si può inquadrare l’agguato del 1 gennaio 2021 nei confronti di un pregiudicato attivo nelle piazze di spaccio e i recentissimi omicidi del 12 luglio 2021 e del 14 agosto 2021 che attestano una percettibile destrutturazione della criminalità organizzata sanseverese come conseguenza del passaggio dell’assetto orizzontale a quello verticistico”.

Nella città guidata da Francesco Miglio, sindaco sotto scorta, è allarmante il dato incontrovertibile degli omicidi irrisolti e quindi impuniti. Non aiutano di certo il clima di omertà diffuso, la mancanza di pentiti o testimoni di giustizia e il numero esiguo di risorse. Dieci gli agguati negli ultimi sei anni, nessun colpevole per gli omicidi Luigi Bevilacqua del 12 novembre 2016, di Giuseppe Anastasio del 5 febbraio 2017, di Nicola Salvatore e Isabella Rotondo del 24 maggio 2017, di Francesco Paolo Russi del 25 agosto 2018, di Michele Russi il 24 novembre 2018, di Giacomo Perrone deceduto dopo le gravi ferite riportate in una sparatoria il 1 gennaio 2021, dei più recenti Matteo Anastasio del 12 luglio e di Luigi Ermanno Bonaventura del 14 agosto (non siamo riusciti ad avere più notizie sul ritrovamento del corpo di un 56enne carbonizzato in auto con un buco alla testa. Sull’episodio avvenuto il 19 gennaio 2020 non si escludeva l’ipotesi di omicidio). 

Quello di Salvatore Lombardi ha già un colpevole. Sarebbe il primo caso sciolto - peraltro in tempi record - dopo anni di agguati, sparatorie e omicidi che hanno funestato la città ferita, impaurita, piegata dall'odio e dalla sete di potere.

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