Capitanata di sangue, dall'inizio dell'anno quattro omicidi: tre agguati mortali sul Gargano

Tre gravi fatti di sangue sul Gargano, tra Vieste e Monte Sant'Angelo. Un omicidio a San Severo. Un bilancio che pesa ancor di più in una giornata come quella odierna - 21 marzo - dedicata alle vittime della mafia

Omicidio Vescera - FOTO R. D'AGOSTINO

Quattro omicidi in tre mesi. Il bilancio del primo trimestre del 2017 è rosso sangue, quello versato soprattutto nel Gargano che conta tre gravi fatti di sangue tra Vieste e Monte Sant’Angelo. Un bilancio che pesa ancor di più in una giornata come quella odierna - 21 marzo -  dedicata alle vittime della mafia.

L’ultimo agguato, in ordine di tempo, all’alba di oggi: proprio nella città dell’Arcangelo - comune garganico sciolto per presunte infiltrazioni mafiose nell’estate del 2015, su proposta dell’allora Ministro degli Interni, Angelino Alfano - in via Estramurale è stato ucciso con una sventagliata di pallettoni il 44enne Giuseppe Silvestri, pregiudicato, assassinato mentre procedeva solo, alla guida del suo Fiat Doblò. Per lui non c’è stato scampo.

Andando a ritroso, un altro agguato è costato la vita ad Onofrio Notarangelo, fratello del boss di Vieste, Angelo. Era la sera del 27 gennaio quando il fratello 46enne di ‘Cintaridd’ (a sua volta assassinato il 26 gennaio di due anni fa) è stato ucciso con quattro colpi di fucile, che lo hanno sorpreso mentre era solo nella sua auto, una Fiat Punto, nei pressi della sua abitazione, in via Verdi, nei pressi della caserma dei carabinieri.

Si trattò del secondo grave fatto di sangue siglato nella città del Pizzomunno in poco più di una settimana: 10 giorni prima, infatti, stessa sorte toccò a Vincenzo Vescera, 32enne ucciso in via San Nicola, a breve distanza dal luogo in cui questa sera è stato freddato Onofrio Notarangelo. Per Vescera sono bastati due colpi di arma da fuoco (anche qui, verosimilmente, di fucile): è stato freddato mentre rincasava da solo e a piedi, per la cena.

Scendendo verso il Tavoliere, a San Severo, è stato ucciso Giuseppe Anastasio, 33enne noto alle forze dell’ordine per aver ucciso per sbaglio una bambina di appena 12 anni. Era il 18 giugno del 2002 quando l’allora 18enne sparò alcuni colpi di pistola contro un uomo, ma un proiettile vagante raggiunse la bambina che era in strada con la madre. Per quell'omicidio, Anastasio fu condannato l’anno successivo a 12 anni di reclusione con il rito abbreviato.

Anastasio è stato ucciso nella notte tra il 4 ed il 5 febbraio, in via Taranto, a pochi pressi dalla sua abitazione. I killer hanno raggiunto l’uomo ed hanno esploso alcuni colpi di pistola calibro 7.65 che lo hanno raggiunto alla testa e all'addome. 'U iatton’, soprannome di Anastasio, nell'agosto del 2014 fu arrestato a bordo piscina in un camping di Foce Varano. Si era reso irreperibile per via di una condanna per i reati di detenzione di spaccio di stupefacenti.

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