Cronaca Rodi Garganico

Il Gargano si lecca le ferite dopo il nubifragio, il sindaco di Rodi non ne può più: "Ad ogni forte pioggia è un disastro, evitiamo che ci scappi il morto"

Ripristinata la circolazione sulla strada per San Menaio e ancora interrotta la circolazione dei treni nello stesso punto. Nella notte liberati dall'acqua e dai detriti i comuni più colpiti dalla perturbazione

Schiarite oggi sul Gargano, che si ritrova ancora una volta a leccarsi le ferite dopo i nubifragi. Un mese dopo la violenta alluvione che ha fatto tremare San Marco in Lamis, un'altra scarica d'acqua è piombata soprattutto nelle località costiere.

Il maltempo ha causato danni e disagi in molti centri. La situazione è tornata alla normalità a tarda notte e stamattina, in diversi comuni, l'acqua continuava a defluire. Il centralino dei vigili del fuoco ha smesso di squillare per le emergenze dopo i numerosi interventi per allagamenti e alberi abbattuti dai temporali.

A San Nicandro Garganico, sferzata da forti raffiche di vento, acqua e grandine, con alcuni quartieri rimasti al buio durante il nubifragio, stamattina si continuavano a liberare dall'acqua i seminterrati e dai detriti le strade.

Già stanotte i volontari della Protezione Civile avevano completato le operazioni a San Menaio, Peschici e Vieste, dove sono intervenuti per rimuovere acqua e detriti. Sono ancora a lavoro a Vico del Gargano. Registrati allagamenti anche a Lido del Sole, Cagnano Varano e Ischitella. Smottamenti e frane hanno causato problemi alla circolazione. 

La linea ferroviaria Rodi-San Menaio è ancora interrotta. A causa di una frana, fango e detriti ieri hanno invaso i binari e la strada. La circolazione, stando all'ultima comunicazione di Ferrovie del Gargano, dovrebbe riprendere regolarmente solo dopo le 18. I treni in arrivo e in partenza da Foggia per il Gargano fermano a Carpino e si prosegue con bus sostitutivi che viaggeranno con gli orari in vigore ed effettueranno soste negli spazi antistanti le stazioni e non le fermate.

Le bombe d'acqua, come ha osservato il sindaco di Rodi Garganico Carmine d'Anelli, puntualmente mettono in ginocchio i territori. Sulla Rodi-San Menaio è intervenuta una pala meccanica per rimuovere i detriti. "Abbiamo ripristinato la strada in tempo record - fa sapere d'Anelli - Tra ieri sera e stamattina hanno operato numerose squadre di Provincia, Comune e le Giacche Verdi di Vico che sono venute ad aiutarci".

Il pensiero del sindaco va all'alluvione del 2014, quando dopo il disastro fu difficile risollevarsi. Per fortuna, la macchina dei soccorsi ha funzionato. "Ferrovie del Gargano - conferma il sindaco d'Anelli - sta lavorando per ripristinare la linea ferroviaria e credo che tra stasera e domani sarà riattivata. Poi dobbiamo fare la conta dei danni, questo è poco ma sicuro, perché credo che adesso sia la volta buona che qualcuno decida il da farsi sia sulla Rodi-San Menaio che sulla Rodi-Lido del Sole. Non è possibile che ogni volta che piove così forte dobbiamo avere questi problemi, e meno male che non ci sono stati danni alle persone, che è la cosa più importante. Ogni volta disastri e macelli, giornate di lavoro e soldi buttati al vento, e questo non è giusto".

Secondo il sindaco di Rodi Garganico non sono più rinviabili gli interventi idraulici sulla Rodi-San Menaio, specie in località Mascherizzo. "Sono situazioni che devono essere affrontate una volta per sempre - tuona d'Anelli - Mi rendo conto che ci vogliono un bel po' di soldi, però meglio investirli bene una volta per sempre evitando poi spese inutili dopo e che un domani ci possa scappare il morto. Sulla Rodi-Lido del Sole il grosso problema è il canale di Romandato che raccoglie le acque che vengono via Foresta Umbra da dietro Vico, scende dietro la zona di Mannarelle e arriva a Ischitella e poi a Rodi: vi lascio immaginare che portata abbia. Bisogna intervenire energicamente su tutto il percorso di quel canale per evitare che i detriti arrivino con la forza della natura che si sprigiona in quel momento".

Lido del Sole si allaga spesso, e anche questo è un dato di fatto, "ma è stata costruita, ahimè, in una palude negli anni Sessanta e queste sono le conseguenze a distanza di 50 anni. Dobbiamo necessariamente vedere cosa fare, altrimenti questo territorio sarà continuamente minacciato dalle alluvioni, una situazione che non ci possiamo più permettere. Siamo qui a ripetere sempre le stesse cose. Se fosse successo una settimana o dieci giorni fa - conclude Carmine d'Anelli - oggi assisteremmo alla partenza di migliaia di persone, fortuna che è successo a fine agosto".

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