Sgominata organizzazione criminale: arrestati imprenditori del settore edilizio, rifiuti trafficati e scaricati in zona Parco

Tra i nomi dei sei arrestati figura anche Giuseppe Bergantino. 'Black Cam' ha permesso di accertare l’esistenza di una organizzazione criminale dedita ad un’attività di traffico illecito di rifiuti speciali pericolosi e non.

Foto di repertorio

C'è anche Giuseppe Bergantino, soggetto ritenuto vicino al presunto basista del quadruplice omicidio di San Marco in Lamis, tra i sei soggetti arrestati questa mattina a Manfredonia dai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Bari, e del R.O.N.I. del Comando Provinciale CC di Foggia, a termine di complesse e articolate indagini, condotte nell’ambito dell’attività di contrasto agli illeciti in materia ambientale.

Gli altri cinque soggetti raggiunti da altrettante ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal G.I.P. del Tribunale di Bari, su richiesta della DDA dello stesso capoluogo, sono alcuni imprenditori del settore edilizio. Tra gli arrestati figurano Antonio Mastromattei, Angelo Pio Francesco Rinaldi, Lorenzo e Michele Silvestri.

Le immagini video di Black Cam

L’attività investigativa, convenzionalmente denominata 'Black Cam', che ha avuto inizio nel febbraio 2018 proprio nel corso delle indagini sulla strage del 9 agosto 2017, ha permesso di accertare l’esistenza di una organizzazione criminale dedita ad un’attività di traffico illecito di rifiuti speciali pericolosi e non.

Le indagini espletate, anche attraverso video riprese, hanno evidenziato una perdurante e continuativa attività di scarico di rifiuti, costituiti da inerti da demolizione - materiale ferroso, bidoni in plastica, materiale inerte da demolizione, piastrelle, mattoni, amianto friabile con fibre esposte - misti a terreno da scavo, provenienti da cantieri edili della Provincia di Foggia, e smaltiti in un’area protetta del “Parco Nazionale del Gargano”, in agro di Manfredonia 

Il proprietario dell’area individuata e utilizzata quale discarica, riceveva quotidianamente ingenti quantitativi di rifiuti ferrosi provenienti da cantieri edili, al fine di assicurare un risparmio di spesa ai “microconferitori”, derivante dalla mancata attivazione delle corrette procedure di gestione di rifiuti, imposte dalla legge.

I conferimenti, protrattisi per più mesi attraverso l’utilizzo di automezzi privi delle previste autorizzazioni al trasporto dei rifiuti, hanno comportato lo smaltimento illecito di circa 70 tonnellate di rifiuti speciali anche pericolosi su un’area di ca. 11.000 mq, e con un risparmio di spesa pari a circa 50mila euro.

Nel corso delle operazioni i militari del NOE di Bari hanno anche sottoposto a sequestro l’intera area adibita a discarica abusiva e i tre automezzi utilizzati per gli illeciti conferimenti, per un valore di circa 300mila euro.

Le prime valutazioni effettuate sull’area di discarica e sulla tipologia di rifiuti hanno consentito di quantificare in 118.000,00 € circa il danno arrecato in termine di spesa da sostenere per il ripristino dello stato dei luoghi.

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