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Mercoledì, 10 Agosto 2022
Cronaca Lucera

Due lucerini e un foggiano a capo della banda che faceva saltare gli sportelli di poste e banche

Sette persone in carcere e due ai domiciliari. Tra i componenti del gruppo tre soggetti di Lucera, uno di Rodi Garganico, uno di Cerignola e uno di Foggia

Sono Francesco Caggiano Scelsi classe 1968 di Cerignola, Alessandro Cenicola classe 1990 di Lucera, Elvira De Stefano classe 1988 di Benevento, Michele Antonio Forte classe 1976 di Lucera, Guirino Lombardi classe 1970 di Benevento, Pasquale Lombardi classe 1977 residente a Ceppaloni (detenuto per altra causa), Antonio Minchillo classe 1984 residente a San Paolo di Civitate, Michlele Morelli classe 1989 di Foggia (detenuto per altra causa), Fabio Pasca classe 1980 di Monteroni, Simone Pesante classe 1999 residente a Rodi Garganico, Marco Petrone classe 1978 di Lucera, Dimitri Sanginesi classe 1970 residente a Roma, Katia Sanginesi classe 1967 residente a Roma, i componenti della banda che secondo gli investigatori avrebbe compiuto sei assalti ai bancomat nelle province di Avellino, Benevento e Roma tra i mesi di luglio 2020 e gennaio 2021

Sono gravemente indiziati di associazione per delinquere finalizzata alla fabbricazione, porto e ricettazione di esplosivo e materiale esplodente, furto aggravato e danneggiamento aggravato in danno di istituti bancari ed uffici postali.

I lucerini Cenicola e Forte, insieme al foggiano Morelli, sono considerati promotori, gli organizzatori e anche gli esecutori materiali dei delitti. All'interno della banda avevano il compito  di individuare gli obiettivi da colpire, pianificare i tempi, i mezzi e i modi degli assalti. Il cerignolano Caggiano Scelsi, il lucerino Petrone, il garganico Pesante e il sanpaolese Minchillo sono ritenuti gli esecutori materiali, Pasqua e Pasquale Lombardi gli intermediari, Guirino Lombardi, De Steano e i due Sanginesi, gli esecutori materiali e basisti nell'area dell'Avellinese, di Benevento e Roma. 

La rete di basisti individuava gli obiettivi e forniva al gruppo il supporto logistico. La banda contattava il basista nei giorni precedenti a quello programmato per il colpo, si procurava autovetture sia ‘pulite’ che rubate nelle ore precedenti, faceva esplodere lo sportello Atm e si dava alla fuga abbandonando l'auto rubata.

Nel mirino dell'organizzazione armata sono finiti l'ufficio postale di Roccabascerana in provincia di Avellino, le Poste di Ceppaloni in provincia di Benevento, la Bpr di Pietrastornina in provincia di Benevento (poco prima avevano tentato di forzare l'Atm delle Poste adiacenti), la Banca Popolare del Lazio a Roma, sempre nella Capitale la banca di Credito Cooperativo e poi un tentato colpo a Montesarchio.

Le misure cautelari - sette in carcere e due ai domiciliari - sono scattate ieri mattina in Irpinia da parte dei carabinieri del comando provinciale di Avellino, coadiuvati da quelli dei reparti territorialmente competenti, in esecuzione di un’ordinanza emessa dal gip presso il Tribunale di Avellino su richiesta della Procura della Repubblica.

Le indagini, avviate nel 2020 e condotte dai militari dell'Arma della sezione operativa della Compagnia di Avellino, hanno consentito di disarticolare un gruppo criminale attivo in varie regioni dell’Italia centro-meridionale dedito ai furti agli sportelli Atm con l’utilizzo di esplosivo ad elevato potenziale, con la tecnica della cosiddetta ‘marmotta’, strumento artigianale in metallo di forma schiacciata dotato di una lunga asta utilizzato dai malviventi per introdurre l'esplosivo nel distributore automatico.

Queste le parole del Procuratore della Repubblica di Avellino Domenico Airoma. “La spregiudicatezza e pericolosità del sodalizio criminale, è dimostrata dalla disponibilità ed impiego per le proprie azioni delittuose di esplosivi ad alta carica distruttiva tali da determinare, oltre ad ingenti danni agli immobili con pericolo per la pubblica e privata incolumità, in alcune occasioni la perdita totale delle banconote, distrutte nelle potenti esplosioni. Le descritte condotte delittuose si inseriscono in un filone di attività predatorie messe in atto da gruppi criminali organizzati, provenienti prevalentemente dalla provincia foggiana, la cui pericolosità per il territorio irpino è praticamente elevata”.

La Procura della Repubblica ha istituito un gruppo di indagine specializzato sulla criminalità predatoria, auspicando di potersi avvalere, oltre che di una dedicata specializzazione delle forze di polizia, anche della necessaria collaborazione di ogni cittadino.

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