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Cronaca Manfredonia

Metodi mafiosi, così si erano presi anche il mare: i ruoli e i nomi di 'Omnia Nostra'

I reati degli arrestati sono aggravati dal metodo mafioso e compiuti al fine di agevolare l’attività dei Montanari nel comprensorio garganico di Manfredonia, Mattinata, Vieste e Monte Sant’Angelo, frazione di Macchia

Nelle carte dell'inchiesta di 'Omnia Nostra', l'operazione antimafia messa a segno alle prime luci dell'alba del 7 dicembre, sono finite 48 persone. Gli arrestati sono 32, 26 sono in carcere e 6 ai domiciliari. Dei restanti 16 indagati, tre sono morti assassinati: si tratta di Mario Luciano Romito, Pasquale Ricucci e Francesco Pio Gentile (i dettagli qui). Nell'ordinanza di circa 2mila pagine a firma del gip Marco Galesi le accuse e i ruoli dei soggetti finiti nella rete dello Stato.

Salvatore Borgia, Luigi Bottalico, Lorenzo Caterino, Leonardo Ciuffreda, Danilo Pietro Della Malva, Giuseppe Della Malva, Leonardo D’Ercole, Michele D’Ercole (Francesco Pio Gentile deceduto), Sebastiano Gibilisco, Hechmi Hdiouech, Giuseppe Pio Impagnatiello, Antonio La Selva, Pietro La Torre, Pasquale Lebiu, Catello Lista, Matteo Lombardi, Michele Lombardi, Umberto Antonio Mucciante, Francesco Notarangelo, Andra Quitadamo, Antonio Quitadamo Marco Raduano, Bruno Renzulli, (Pasquale Ricucci deceduto), Pietro Rignanese, (Mario Luciano Romito deceduto), Mario Scarabino, Francesco Scirpoli, Giovanni Surano e Antonio Zino, sono accusati di avere rispettivamente promosso, costituito, diretto e comunque preso parte ad una associazione mafiosa, armata, formata da più di dieci persone, attiva mediante articolazioni operanti nei comuni di Manfredonia, della frazione di Macchia, del comune di Monte Sant’Angelo, di Mattinata e di Vieste, dotata di una struttura gerarchica con vincoli di assoggettamento e di omertà, avente la finalità di controllare il territorio dal punto di vista economico e anche dal punto di vista militare mediante un sistematico ricorso alla violenza e alla intimidazione, con il programma criminoso di realizzare una serie indefinita e programmata di omicidi, tentati omicidi, di attentati alla vita altrui, di estorsioni, di detenzione e possesso di armi, anche da guerra, di detenzione e cessione di sostanza stupefacente, di furti, rapine, riciclaggio oltre ad attività fraudolente nel settore agricolo ai danni dell’Inps e di organismi comunitari.  E di acquisire la gestione o comunque il controllo in via monopolistica di rilevanti attività economiche nel territorio di competenza, finanziate in tutto o in parte con i proventi dell’attività associativa e dei reati scopo.

I ruoli 

Matteo Lombardi e Pasquale Ricucci, quest’ultimo ucciso l’11 novembre 2019, sono considerati i capi dell’associazione mafiosa con funzioni di comando assoluto ed esercizio della potestà direttiva e di controllo in ordine allo svolgimento della vita associativa e al perseguimento degli scopi del sodalizio.

Pietro La Torre l’organizzatore dell’associazione mafiosa con funzioni di raccordo tra i vertici e le diverse articolazioni territoriali del sodalizio e di coordinamento delle attività svolte dal sodalizio.

Salvatore Borgia, Sebastiano Gibilisco, Luigi Bottalico, Lorenzo Caterino, Antonio La Selva, Pasquale Lebiu, Michele Lombardi, Umberto Antonio Muccciante e Bruno Renzulli, partecipi, stabilmente a disposizione del sodalizio mafioso nell’ambito del percorso di infiltrazione mafiosa dell’organizzazione criminale nel settore economico-imprenditoriale.

Leonardo e Michele D’Ercole partecipi, stabilmente a disposizione dell’associazione mafiosa quali addetti all’esercizio della pratica intimidatoria e del centrollo violento del territorio della frazione di Macchia a Monte Sant’Angelo – storica roccaforte del sodalizio mafioso – nonché alla elusione delle attività investigative nei confronti dei vertici del sodalizio, al supporto logistico e all’assistenza.

Giuseppe Pio Impagnatiello e Pietro Rignanese, Mario Scarabino, Antonio Zino e Catello Lista, partecipi, stabilmente a disposizione dell’associazione mafiosa quali addetti all’esercizio della pratica intimidatoria e del controllo violento del territorio di Manfredonia oltre che al supporto di ogni contingente esigenza della organizzazione criminale e dei suoi vertici nei diversi ambiti di operatività del sodalizio (infiltrazione economico-imprenditoriale; rapine ai portavalori, gestione dei rapporti con gli spacciatori di droga assoggettati dal sodalizio mafioso, riciclaggio dei proventi delittuosi).

Leonardo Ciuffreda, Francesco Notarangelo, Francesco Scirpoli, Andrea Quitadamo, Antonio Quitadamo (unitamente a Francesco Pio Gentile ucciso il 21 marzo 2019), partecipi, stabilmente a disposizione dell’associazione mafiosa, quali addetti all’esercizio della pratica intimidatoria e del controllo violento del territorio di Mattinata oltre che al supporto di ogni contingente esigenza della organizzazione criminale e dei suoi vertici nei diversi ambiti di operatività del sodalizio (infiltrazione economico-imprenditoriale; attività fraudolente in danno dell’Inps e dell’unione europea, custodia e detenzione delle armi, rapine ai portavalori).

Danilo Pietro Della Malva, Giuseppe Della Maval, Hechmi Hdiouech, (Marco Raduano), Giovanni Surano, partecipi stabilmente a disposizione dell’associazione mafiosa, quali addetti all’esercizio della pratica intimidatoria e del controllo violento del territorio di Vieste oltre che al supporto di ogni contingente esigenza della organizzazione criminale e dei suoi vertici nei diversi ambiti di operatività del sodalizio (contrapposizione armata con esponenti del clan Di Perna Girolamo riconducibili al più vasto aggregato mafioso facente capo ai Libergolis; custodia e detenzione delle armi; elusione delle attività investigative nei confronti dei consociati, supporto logistico e assistenza in favore di questi ultimi).

Marco Raduano quale organizzatore dell’associazione mafiosa e in particolare a capo dell’articolazione operante sul territorio viestano e comuni limitrofi, con funzioni di raccordo tra i vertici e le diverse articolazioni territoriali del sodalizio e di coordinamento delle attività svolte dal sodalizio, attraverso la pratica intimidatoria del controllo violento del territorio di Vieste; a supporto di ogni contingente esigenza della organizzazione criminale e dei suoi vertici nei diversi ambiti di operatività del sodalizio (infiltrazione economico-imprenditoriale, rapine ai portavalori, gestione dei rapporti con gli spacciatori di droga assoggettati dal sodalizio mafioso, riciclaggio dei proventi delittuosi) con particolare riferimento al ruolo di organizzatore della contrapposizione armata contro gli appartenenti alla confliggente associazione mafiosa dei Li Bergolis e quello concernente l’organizzazione ed il mantenimento dei consociati

I nomi degli arrestati e degli indagati

IN CARCERE - Giuseppe Pio Impagnatiello classe 1988 residente a Manfredonia , Antonio La Selva classe 1982 residente a Manfredonia, Pietro La Torre classe 1982 residente a Manfredonia, Pasquale Lebiu classe 1981 residente a Manfredonia, Matteo Lombardi classe 1970 residente a Malnate ma domiciliato a Manfredonia, Michele Lombardi classe 1991 residente a Manfredonia, Francesco Notarangelo classe 1965 residente a Mattinata, Thomas Alexander Pacilli classe 1986 residente a Manfredonia, Andrea Quitadamo classe 1989 residente a Mattinata, Antonio Quitadamo classe 1975 residente a Mattinata, Marco Raduano classe 1983 residente a Vieste, Pietro Rignanese classe 1984 residente a Manfredonia, Mario Scarabino classe 1973 residente a Manfredonia, Giuseppe Sciarra classe 1976 residente a Manfredonia, Moreno Sciarra classe 1992 residente a Manfredonia, Francesco Scirpoli classe 1982 residente a Mattinata, Gaetano Vessio classe 1983 residente a Manfredonia, Antonio Zino classe 1979 residente a Manfredonia, Luciano Caracciolo classe 1969 residente a Manfredonia, Lorenzo Caterino classe 1982 residente a Manfredonia, Leonardo Ciuffreda classe 1977 residente a Monfalcone, Giuseppe Della Malva classe 1964 residente a Vieste, Leonardo D’Ercole classe 1972 residente a Monte Sant’Angelo frazione Macchia, Michele D’Ercole classe 1981 residente a Monte Sant’Angelo frazione Macchia, Sebastiano Gibilisco classe 1974 residente a Manfredonia, Hechmi Hdiouech classe 1984 nato a San Giovanni Rotondo.

AI DOMICILIARI - Michele Bottalico classe 1966 residente a Manfredonia, Alessandro Coccia classe 1991 residente a Manfredonia, Pietro Danilo Della Malva classe 1986 residente a Vieste, Emanuele Finaldi classe 1980 residente a Vieste, Umberto Mucciante classe 1982 residente a Manfredonia, Massimo Perdonò classe 1977 residente a Foggia.

GLI INDAGATI - Michele Bisceglia classe 1974 residente a San Giovanni Rotondo, Pasquale Bitondi classe 1974 residente a Mattinata, Salvatore Borgia classe 1956 residente a Manfredonia, Vincenzo Adriano Carbone classe 1971 residente a Manfredonia, Salvatore Raffaele Fascione classe 1962 residente a Manfredonia, Salvatore Palumbo classe 1981 residente a Manfredonia, Vittorio Gentile classe 1961 residente a Manfredonia,, Raffaele Greco classe 1978 residente a Milano ma domiciliato a Seveso, Giuseppe Impagnatiello classe 1978 residente a Manfredonia, Catello Lista classe 1976 residente a Manfredonia, Bruno Renzulli classe 1958 residente a Manfredonia, Giovanni Surano classe 1984 residente a Vieste, Salvatore Talarico classe 1960 residente a Ligornetto.

I DECEDUTI - Francesco Pio Gentile classe 1968 deceduto per omicidio avvenuto a Mattinata il 21 marzo 2019, Pasquale Ricucci deceduto per omicidio l’11 novembre 2019, Mario Luciano Romito deceduto per omicidio il 9 agosto 2017.

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