In 6mila al 'No Triv Day': "Il mare è nostro e nessuno lo deve toccare"

Baccini ha chiuso l'evento dopo il corteo di protesta che nel pomeriggio ha attraversato la città di Manfredonia. Il Gargano, l'Abruzzo e il Molise uniti nella lotta contro le introspezioni petrolifere nel mare Adriatico

Lasciate in pace il mare

Quella di Manfredonia è stata l’ennesima risposta del popolo “No Triv” a chi ha fortemente voluto e poi autorizzato le ricerche di idrocarburi nel mare Adriatico a Largo delle Isole Tremiti. A chi poteva e probabilmente ha fatto davvero poco per scongiurare il pericolo trivellazioni nel nostro mare, che da ora in poi dovrà continuare ad essere sempre più blu.

Il messaggio è stato chiaro, forte, dirompente. Il Gargano, l’Abruzzo e il Molise ancora una volta hanno unito le proprie forze nella lotta contro il petrolio, convinti che su questo tema non ci si possano permettere distrazioni di alcun tipo, perché il mare è nostro e nessuno lo deve toccare.

Ma all’indomani della manifestazione ci sarebbero alcune considerazioni da fare. Senza ombra di dubbio agli organizzatori dell’evento va il merito di essere riusciti a portare in strada 6mila unità, coinvolgendo movimenti, istituzioni, associazioni e liberi cittadini a partecipare ad un corteo di protesta, il terzo dopo quello di Termoli e di Monopoli, che in poco meno di due ore ha attraversato il centro della città in uno scenario magico e surreale.

Alla rete delle associazioni, a Raffaele Vigilante e Luana Salvatore, va il merito di essere riusciti ad organizzare tra mille difficoltà uno spettacolo musicale con artisti del calibro di Francesco Baccini, Terranima e Tavola 28. Entusiasmanti le performance di tutti i gruppi e dei cantanti che si sono alternati sul palco al grido “No Triv”.

Dalla società civile però ci saremmo aspettati qualcosa in più. E poi, se è vero che l’idea di difendere le nostre acque dal pericolo introspezioni petrolifere è nella volontà di ciascuno di noi di volerlo fare realmente, è altrettanto vero che le scuole e le istituzioni avrebbero potuto coinvolgere i giovani, gli eterni assenti.

Peccato poi che alcuni movimenti politici abbiano esposto simboli e sventolato bandiere dei rispettivi partiti, rischiando, in sporadiche occasioni, persino lo scontro verbale.

E’ stato strano persino constatare l’assenza delle associazioni di categoria, come ad esempio quella dei pescatori: e documentare che al termine del corteo e al calar del sole, in parecchi si sono dati a precipitosa fuga, dando l’impressione di aver partecipato a una sfilata piuttosto che a una manifestazione di protesta. Infine, osservare che in seconda serata il corso di Manfredonia era stracolmo di gente mentre dall’altra parte c’era una piazza semivuota, come abbandonata.

E adesso? Da qui in poi bisognerà continuare a tenere gli occhi ben aperti e ad urlare a gran voce di lasciare in pace il nostro mare: “No Triv, grazie”.

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