Condannato a 10 anni per cd e dvd pirata, Foggia si muove per Niang

Niang Serigne è un detenuto senegalese condannato a 10 anni per aver venduto cd e dvd pirata. La cooperativa Arcobaleno chiede una riduzione della pena e la grazia a Napolitano. On line la petizione

Penitenziario

Quella di Niang Serigne, il cittadino senegalese condannato a 10 anni, 3 mesi e 10 giorni di carcere per aver venduto cd e materiale protetto dal diritto d’autore, è una storia singolare, bizzarra, difficile da raccontare.

Una vicenda complicata perché la sua condanna rientra in un discorso più ampio che il Dott. Domenico La Marca, vicepresidente della Cooperativa Arcobaleno, ha ben sintetizzato: "essere detenuto straniero in carcere vuol dire essere escluso fra gli esclusi, sconfitto due volte, sconfitto come uomo e sconfitto come migrante. E poi, c’è chi ha rubato milioni di euro ai risparmiatori ed è fuori per incompatibilità con il carcere e chi invece ne prende 10 per un reato ben minore”. Domenico La Marca-2

NIANG SERIGNE - Agli inizi degli anni Novanta lascia la sua patria per raggiungere il sogno chiamato Italia, con l’obiettivo di lavorare e di poter spedire parte dei suoi guadagni in Senegal, dove la sua famiglia, composta oggi da 3 mogli e 7 figli, ripone le speranze di sopravvivere alla fame, nel coraggio di quel 30enne che nel 1993 approda in Italia con un visto turistico, regolarizza la sua posizione e trascorre alcuni anni della sua vita tra Manfredonia e il Nord Italia.

Accolto dai suoi connazionali - che nel 1988 erano ben 350 e che oggi sono rappresentati da Seck Madieumb, rappresentante della comunità Sunugal - Niang raggiunge i suoi due fratelli al Nord dove per 10 anni lavora come operaio. Ogni estate però fa ritorno nel centro sipontino e si arrangia vendendo cd e dvd pirata. Qui, spesso verrà fermato per dei controlli.

Nel frattempo, a metà della prima decade del 2000, il senegalese fa definitivamente ritorno a Manfredonia, ignaro di quello che di lì a poco per lui sarebbe diventato un incubo, il capitolo più triste della sua vita. Nel febbraio 2009 viene infatti arrestato e verso la fine del 2011 condannato con sentenza definitiva a 10 anni per cumuli di pena sempre per lo stesso reato. Passata ingiudicato, scadrà nel 2018.

LA COOPERATIVA ARCOBALENO - Lo scorso 15 dicembre la notizia è stata trattata anche dal Tg 3 Puglia e dal 28 dicembre la Cooperativa Arcobaleno ha avviato una raccolta firme da sottoporre ai massimi vertici dello Stato per chiedere una riduzione di pena e la grazia al Presidente della Repubblica. Da pochi giorni, su iniziativa del Centro Interculturale Baobab di Foggia, è possibile firmare una petizione on line

Raggiunto al telefono, Seck Madieumb si dice sconcertato per quanto accaduto al suo connazionale. Ma assicura che “Sunugal” non lo lascerà solo. “In attesa di organizzare un incontro con l’ambasciatore del Senegal e con gli amici della Cooperativa Arcobaleno, per adesso non ci resta che pregare e sperare che Serigne venga liberato e non sconti una condanna così forte soltanto per aver venduto cd pirata”. Seck madieumb-2

L’avvocato Vincenzo Maizzi proverà ad ottenere una forte riduzione della pena puntando, insieme ad altri due colleghi, sull’”incidente d’esecuzione”.

IL TRASFERIMENTO A LECCE - C’è un piccolo particolare dal quale si evince chiaramente lo stupore del senegalese alla notizia dell’arresto. I verbali oggetto dei controlli ai quali era stato sottoposto durante la vendita di materiale protetto dal diritto d’autore, furono spediti all’indirizzo di residenza. Niang, avendo fatto ritorno a Manfredonia, ha pagato a caro prezzo  il fatto di non averli mai consultati e di non essersi reso conto del pericolo che stava correndo.

Poi, al danno della dura condanna, qualche mese fa, causa sovraffollamento della struttura penitenziaria foggiana, si è aggiunta la beffa del trasferimento nel carcere di Lecce. Decisione, questa, che ha gettato nello sconforto anche coloro che fino a quel momento erano riusciti a rendere le giornate del detenuto meno tristi.

Vale a dire i volontari della cooperativa Arcobaleno, che oltre a gestire il centro interculturale Baobab di via Candelaro, all’interno del carcere foggiano sono responsabili dello sportello immigrati. L’impegno profuso in questi anni dai volontari ha permesso a Niang di lavorare e di continuare a spedire denaro ai familiari. Con il trasferimento nel penitenziario di Lecce le cose si sono complicate.

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Ma gli angeli di Niang Serigne non hanno intenzione di arrendersi a una decisione beffarda, quasi inaccettabile. Una condanna che se paragonata ad altre vicende giudiziarie, fa davvero rabbrividire. Foggia si muove per Niang, per cercare di restituirgli il piacere della libertà, il respiro di una vita che, anche se dura e sofferente, non potrà mai essere paragonata a quella di un detenuto.

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