Strisce blu: ansia da multa per i controllori, "a rischio nostro lavoro"

Ataf avrebbe infatti contestato a un ausiliario lo scarso numero di sanzioni elevate su arterie rivelatesi in passato decisamente più "proficue". Lambresa: "Mongelli faccia chiarezza, brutta pagina amministrativa"

Strisce blu

Aria di tempesta in casa Ataf. Il richiamo scritto che l'azienda foggiana di trasporto pubblico locale avrebbe notificato ad un ausiliario del traffico per contestargli lo "scarso rendimento" sul lavoro squarcerebbe  il velo su un aspetto finora passato sotto silenzio in via Motta della Regina all'indomani dell'entrata in vigore del nuovo piano di sosta tariffata in città lo scorso ottobre.

La "produttività"  dei controllori delle 5000 strisce blu sarebbe, infatti, a detta dei bene informati, direttamente collegata al numero di numero elevate. A rischio, pare, sarebbe lo stesso posto di lavoro. In quel richiamo, vergato nero su bianco, Ataf avrebbe infatti contestato all'ausiliario in questione lo scarso numero di sanzioni elevate su arterie rivelatesi in passato decisamente più "proficue". Di qui, pertanto, un primo invito a lavorare con maggiore rigore.

E a nulla varrebbero le obiezioni degli addetti alla sosta: "Gli automobilisti, col passare dei mesi – riconoscono - sono diventati più disciplinati, più rispettosi. Hanno elaborato la novità, assimilandola. Pagano il ticket più di ieri. Le multe sono in calo anche per questo. E invece no. Dovremmo essere più aggressivi, stare lì, cronometro alla mano, a multare anche per pochi minuti di ritardo".

Ad onor del vero c'è da dire, infatti, che oggi esiste un discreto grado di tolleranza da parte degli ausiliari del traffico. Il famigerato foglietto giallo viene staccato solo quando il ritardo comincia a divenire decisamente abbondante. E invece no. Sarebbe scattata tra i controllori un'ansia da multa "che di certo non fa bene al nostro lavoro, all'azienda e al cittadino".

La motivazione sarebbe presto detta e risiederebbe – continuano - nel tentativo da parte dell'azienda di sfoltire l'organico addetto al controllo della sosta, composto - lo ricordiamo - dagli ex dipendenti (oltre 90)  delle cooperative che in passato, per un decennio, si sono occupate del settore, prima della regolamentazione introdotta dal nuovo piano Ataf nell'ottobre scorso.

Voci che mandano su tutte le furie Lucia Lambresa, ex vicesindaco e assessore al ramo, che ha seguito tutta la parte della programmazione del servizio fino all'affidamento all'Ataf da parte del consiglio comunale e all'approvazione del regolamento della sosta tariffata.

Lambresa chiede al sindaco Gianni Mongelli di fare chiarezza "su una questione – dichiara - che scrive una brutta pagina amministrativa  e svilisce un progetto che i cittadini hanno mano a mano cominciato ad apprezzare perché ne hanno compreso le finalità positive, oltre ad appalesarsi una volontà vessatoria, con connotazioni di gravi irregolarità.

Sarebbe anche ora, visto l’approssimarsi del termine del semestre di prova - continua Lambresa - che si informasse la cittadinanza sui ricavi e sulla loro destinazione, nonché sui miglioramenti al servizio previsti. Non vorremmo che tutto tornasse di utilità solo per il privato che acquisirà il 40% delle quote di Ataf, mentre ai cittadini restasse il sacrificio che abbiamo richiesto con l’aumento della tariffa e degli stalli blu.

Le domande  sono lecite  e devono  avere una risposta immediata poiché i proventi delle contravvenzioni restano nelle casse comunali, mentre l’incasso della sosta il Consiglio Comunale ha deciso che fosse destinato all’Ataf che doveva utilizzarlo,  come da delibera del  Consiglio stesso, anche per coprire i costi di gestione del servizio, da espletare con l’utilizzo dei  lavoratori delle cooperative.

Lo stesso  numero degli stalli era finalizzato ad una previsione di entrate per l’Ataf che consentisse di sostenere anche le assunzioni.  Inoltre l’affidamento all’Ataf doveva conferire trasparenza alla gestione del servizio, valorizzazione dell’Azienda e sostegno all’occupazione.

I cittadini e i lavoratori devono vivere questo provvedimento in armonia serenità.  Non è responsabile creare tensioni sociali in una Città, che certamente non ne ha bisogno, con provvedimenti censurabili sotto ogni profilo".

Intanto su strisce blu e parcometri piovono le critiche anche dell'Aics (Associazione Italiana Cultura e Sport) che, dopo aver messo in evidenza "lo strano meccanismo delle macchinette che non danno resto", mette sotto accusa il pagamento a mezzo bancomat introdotto di recente. "Per cifre irrisorie - scrive l'Aics - il costo del parcheggio viene a gravare in alcuni casi anche il doppio poiché si deve necessariamente tenere conto del costo delle operazioni. Ovvio che dovrebbe servire in casi di pura necessità, non certo per il parcheggio auto".

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