Cronaca

È morto Raffaele Cutolo, il boss della Camorra che provò a prendersi Foggia: suo il summit del 5 gennaio 1979 all'hotel Florio

Raffaele Cutolo è morto nel carcere di Parma il boss fondatore della Nuova Camorra Organizzata

È morto nel reparto sanitario del carcere di Parma Raffaele Cutolo, il fondatore della Nuova Camorra Organizzata. Si è spento a 79 anni.

La figura di Cutolo è legata alla storia della mafia foggiana.

Nell'ambito del terzo incontro di 'Terra, solchi di verità e giustizia,100 passi verso il 21 marzo',  Antonio Laronga, procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Foggia, ha raccontato le genesi della mafia pugliese e foggiana nel corso del suo intervento 'Origine ed evoluzione della criminalità organizzata operante nella provincia di Foggia' (qui il video).

Tutto parte alla fine degli anni ’70, più precisamente tra il 1977 e il 1978, quando nelle carceri foggiane cominciarono a giungere i detenuti campani appartenenti alla Nuova Camorra Organizzata, l’associazione fondata da Raffaele Cutolo, in piena lotta con la Camorra ‘tradizionale’ composta da Michele Zaza, dai fratelli Nuvoletta e da Antonio Bardellino. Il pericolo che quei conflitti si proiettassero anche nelle carceri, spinse i magistrati a smistare i detenuti fuori dai confini regionali.

Come spiega Laronga, in Puglia i camorristi imposero presto la leadership, attraverso le richieste di denaro in cambio di protezione e affiliazioni di malavitosi locali. Il progetto di Cutolo, mirava a oltrepassare i confini regionali, e il carcere fu il luogo perfetto per il reclutamento degli affiliati. In Puglia si crearono piccole formazioni che operavano autonomamente nei territori: secondo il Rapporto del Comando Generale dei Carabinieri, Foggia era sotto il controllo di Giosuè Rizzi e Giuseppe Iannelli, quest’ultimo tra i maggiori rappresentanti della ‘Ndrangheta, morto suicida nel carcere di Bari. A Cerignola c’era Cosimo Cappellari, a Taranto i fratelli Modeo, mentre a Brindisi Giuseppe Rogoli, originario di Mesagne, collegato alla cosca calabrese dei Bellocco, che qualche anno dopo fondo la Sacra Corona Unita.

Il progetto di Cutolo assunse i crismi dell’ufficialità il 5 gennaio del 1979, in un vertice tenutosi presso l’Hotel Florio, sulla Statale 16 tra Foggia e San Severo, al quale partecipò egli stesso, dopo essere evaso dal carcere di Ascoli Piceno. L’incontro suggellò l’affiliazione di ben 40 pugliesi. Nel 1981 la nuova Camorra pugliese era attiva su tutto il territorio, agiva autonomamente ma sotto il controllo della Camorra campana, alla quale versava il 40-50% dei proventi illeciti.

L’esperienza durò poco, perché sia dentro (con le richieste di mantenimento degli affiliati) che fuori dalle carceri, il controllo dei campani era divenuto opprimente. In Campania, intanto, si assiste al tramonto di Cutolo, sconfitto dai clan rivali affiliatisi anche ai corleonesi. Il declino de ‘O professore’ spianò la strada all’autonomia della malavita pugliese. Cominciarono i brindisini e i leccesi, seguiti da foggiani e tarantini.

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