"Mi chiamavo Mohamed Ben Ali, avevo 37 anni"

Morto sulla pista di Borgo Mezzanone a Foggia Mohamed Ben Ali, per tutti Bayfall. Lavorava nei campi della Capitanata e nel tempo libero vendeva anche braccialetti e bigiotteria in strada. Era sempre sorridente

Una foto e una frase, eloquenti, strazianti, che disegnano il dramma di una tragedia annunciata, l'ennesima a pochissimi metri dalla pista di Borgo Mezzanone: "Mi chiamavo Mohamed Ben Ali, avevo 37 anni".

"Non vogliamo vivere come animali"

A pubblicare il volto del bracciante senegalese morto questa mattina alle prime luci dell'alba in un inferno di fiamme divampate all'interno di una baracca, è il sindacalista dell'Usb Aboubakar Soumahoro su Facebook. Sotto, la rabbia e il cordoglio di centinaia di utenti.

Mohamed Ben Ali, per tutti Bayfall, lavorava nei campi della Capitanata e nel tempo libero vendeva anche braccialetti e bigiotteria in strada. Era sempre sorridente. 

"Mohamed Ben Ali, bracciante di 37 anni, non doveva vivere né morire in queste condizioni. Nell’esprimere cordoglio e vicinanza ai familiari, promettiamo loro di lottare affinché la morte di Mohamed non sia vana", scrive Soumahoro con tanto di hashtag #nonsonoinvisibile.

Purtroppo però non si tratta di un caso isolato: nel novembre del 2018 un giovane gambiano morì in seguito alle ferite riportate in seguito all'incendio della sua baracca, sempre nella baraccopoli della pista adiacente al Cara di Borgo Mezzanone. Stessa sorte per un connazionale trovato carbonizzato, nell'aprile dello scorso anno, tra i resti inceneriti del suo alloggio di fortuna. Infine, nel febbraio di quest'anno, dopo tre giorni di agonia e ustioni sul 90%  del corpo, è deceduta la giovane donna africana rimasta gravemente ustionata nell'incendio divampato nella baraccopoli.

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"Non vogliamo vivere così, in Africa siamo poveri ma non viviamo così. Noi siamo qua e lavoriamo per gli italiani, per farvi mangiare, siamo lavoratori invisibili"

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