Cronaca

Addio a Michele Trimigno, lo “scopritore” delle grotte marine sul Gargano

Nel 1958, a bordo della sua imbarcazione, accompagnò l'allora presidente dell'Eni, Enrico Mattei. Cavaliere della Repubblica, ribattezzò le grotte a modo suo

La Grotta sfondata vista dall'imbarcazione di Trimigno

Il Gargano piange la scomparsa di Michele Trimigno, il pescatore-esploratore di Vieste passato alla storia per aver accompagnato a bordo della sua imbarcazione – nel 1958 - l’allora presidente dell’Eni, Enrico Mattei, a far visita alle grotte marine, di cui, disse sempre, “sono lo scopritore”.

Grotte strettissime, magiche, ricche di storia. Migliaia, se non milioni, i turisti che estate dopo estate si sono avventurati su quella imbarcazione che ha segnato un passo importante, quasi decisivo, per le sorti del Promontorio. Dai Settanta del secolo scorso, il viaggio tra le grotte marine, con sosta e bagno in una delle calette più suggestive al mondo, rappresenta una tappa obbligatoria delle vacanze sul Gargano

Lui, Trimigno, si faceva chiamare “scopritore” ed era Cavaliere della Repubblica dal 1976, titolo conferitogli dall'allora presidente Leone, al quale teneva moltissimo. Unico il suo modo di narrare la costa, tra Mattinata e Vieste. Di quel mare giocondo e cristallino, di quelle spiagge quasi vergini, di quelle folli grotte ricche di minerali. Esperienza e saggezza - prese in prestito dai suoi figli - restano a bordo di quella bianca imbarcazione, e si tramandano di generazione in generazione, di turista in turista.

Un po’ Caronte, un po’ Cicerone, Michele Trimigno era un’istituzione. Tra i pionieri del turismo della Montagna del Sole, ribattezzò le grotte dando a ciascuna un nome a seconda delle caratteristiche del posto: “La grotta calda”, “La grotta due occhi”, “La grotta dei pomodori di mare” o ‘Grotta sfondata’. Da lì in poi cominciò la scalata del Gargano, che con Mattei, a bordo dell’imbarcazione di Trimigno, conobbe le sue reali potenzialità.

   

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