Manfredonia piange la scomparsa del musicista Giuseppe Caputo

Morto per un male incurabile, il sindaco di Manfredonia ricorda l’artista del duo di chitarra di fama internazionale ‘Caputo Pompilio’

Giuseppe Caputo

Manfredonia piange la scomparsa del musicista Giuseppe Caputo, artisticamente legato al duo di chitarra di fama mondiale ‘Caputo Pompilio’. “La musica suonata da Giuseppe resterà con noi a ricordarcelo, come il bene e l’amore che ha saputo donare disinteressatamente” ha commentato il sindaco Riccardi.

I funerali di Caputo si sono svolti ieri:  “E’ andato via senza clamori, in silenzio, come faceva spesso quando ti fissava con quegli occhi profondi e sensibili. La grande partecipazione alle esequie del giovane sono una chiara dimostrazione di come e quanto Giuseppe si sia speso per il prossimo, come musicista, insegnante e uomo di fede” ha aggiunto Riccardi.

Caputo e Pompilio furono i primi italiani a vincere il Festival di chitarra di Montelimar, il concorso più importante al mondo per duo di chitarra: “Giuseppe insegnava musica, manco a dirlo, ma quello che ha saputo trasmettere e insegnare ai ragazzi che, di volta in volta, ha avuto con sé è tanto di più: dignità, passione, serenità, dedizione, spirito di sacrificio”

Il primo cittadino di Manfredonia lo ricorda così: “Quando l’ho conosciuto sono rimasto ammirato per la grande forza e l’ancor più grande umiltà che lo contraddistinguevano. E quando l’Amministrazione ha patrocinato le numerose edizioni del ‘Festival internazionale di chitarra’, organizzato dal duo Caputo – Pompilio, è stato proprio perché abbiamo visto, chiaramente, quanto desiderio e quanto entusiasmo possedessero. Ci siamo fidati, venendo ampiamente ripagati, di questi due giovani pervasi dalla volontà di avvicinare la musica colta ai giovani e dal desiderio di sperimentare nuove pratiche di condivisione organizzativa”. I duetti di Giuseppe Caputo e Luciano Pompilio hanno sempre regalato emozioni, non solo in chi li seguiva con l’attenzione che meritavano, ma anche nei confronti dei tanti che si avvicinavano per la prima volta alle sonorità dei grandi musicisti classici che, di volta in volta, reinterpretavano. I loro sguardi incrociati, mentre le dita scorrevano veloci e delicate sulle sei corde delle chitarre, sembravano gli sguardi ‘a vista’ che si scambiano i marinai esperti quando sono in barca. Olanda, Germania, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Spagna, Belgio, Svizzera, Francia, Croazia, Malta, finanche Messico e Corea del Sud, sono alcuni dei posti dove Giuseppe si è esibito, riscuotendo sempre consensi e, molto spesso, lodi sperticate per la sua abilità”

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E poi conclude: “La musica suonata da Giuseppe resta a farci compagnia ed a ricordarcelo nei momenti più appaganti per lui: quelli in cui gli occhi si illuminavano e sul suo viso si dipingeva, senza che egli se ne potesse avvedere, la stessa espressione di felicità pura e disinteressata che è propria dei bambini. Sentite condoglianze alla sua famiglia e ad i cari. Il male che lo ha strappato via dai suoi affetti non lo ha vinto, perché la voglia di vivere intensamente, il bene che ha donato e l’amore che ha saputo rivolgere al prossimo, gli insegnamenti più efficaci e duraturi che potesse lasciarci, resteranno con noi e ci accompagneranno a lungo”.

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