Cronaca

La ‘Dante’ di Foggia piange la scomparsa dell’Ambasciatore Bruno Bottai

Presidente della società ‘Dante Alighieri’, era figlio dell’ex ministro all’Educazione Giuseppe Bottai. Giorgio Napolitano: “Personalità ricca di cultura e di sensibilità”

La “Dante” di Foggia comunica con immenso dolore la scomparsa dell’Ambasciatore Bruno Bottai, presidente della società Dante Alighieri. Il ricordo delle giornate dell’Ambasciatore Bottai a Foggia rimanda alla memoria immagini di grande impatto emotivo oltre che di  particolare significato simbolico: per lo spessore culturale ed umano di cui era ricca la sua personalità, per la grande considerazione che ha riservato al nostro lavoro di promozione e tutela della lingua e della cultura italiane nel territorio, per il plauso testimoniato con la sua presenza in memorabili manifestazioni culturali alle Amministrazioni cittadine e provinciali.

Era il 1996 quando in un’affollata sala del Consiglio Provinciale, messa a disposizione dall’allora presidente della Provincia, Antonio Pellegrino, tenne a battesimo il rinato comitato di Foggia della ‘Dante Alighieri’, presenti le massime autorità civili e religiose e la voce del professore Michele Dell’Aquila che scandiva la sua relazione nella lingua dell’armonia”.

Qualche anno dopo incontrava a Lucera, nel liceo Bonghi, autorità cittadine e studenti per l’apposizione, all’interno dell’ istituto, di una lapide in omaggio a Riccardo Del Giudice, sottosegretario all’Educazione. A Lucera era legato dal filo degli affetti familiari, essendo figlio del ministro dell’Educazione, Giuseppe Bottai, che in epoca fascista si prodigò molto per il segretario della biblioteca comunale, Giovanni Battista Gifuni.

Era ritornato a Foggia in occasione della mostra della lingua italiana ‘Dove il sì suona’, inaugurata nella Galleria degli Uffizi a Firenze nel 2003 e allestita nel 2009, nella sua versione itinerante, nel salone del Tribunale della Dogana grazie all’invito del presidente della Provincia, Antonio Pepe. Un velo di pungente tristezza accompagna la sua scomparsa: dal suo sostegno e dalla sua simpatia sono nate molte delle nostre più impegnative iniziative sinora realizzate, altrimenti forse semplicemente velleitarie.

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato al segretario generale della Dante Alighieri, Alessandro Masi, il seguente messaggio: "Ho appreso con profondo rammarico la notizia della scomparsa dell’Ambasciatore Bruno Bottai e desidero far giungere i miei sentimenti di personale cordoglio e di umana vicinanza ai famigliari, anche nel ricordo delle molteplici occasioni di cordiale collaborazione su questioni di interesse internazionale. Desidero inoltre esprimere i sensi della mia partecipazione alla Società Dante Alighieri, che negli ultimi vent’anni ha rappresentato il centro dei suoi interessi e del suo impegno civile. Bruno Bottai, personalità ricca di cultura e di sensibilità, ha servito l’Italia con eccelsa professionalità e grande autorevolezza, offrendo un contributo molto significativo all’elaborazione di linee di politica europea ed internazionale che sono divenute parte della tradizione di politica internazionale di questo Paese".

Vita

L’Ambasciatore Bruno Bottai era nato a Roma il 10 luglio 1930. All’età di soli 24 anni era entrato in carriera diplomatica per concorso, rivestendo presto la carica di  Vice Console a Tunisi e Secondo Segretario alla Rappresentanza Italiana presso la nascente Comunità Europea dal 1958 al 1961; ha continuato a seguire in particolare gli sviluppi europei negli anni di servizio presso la Segreteria Generale del Ministero quale Capo del Servizio Coordinamento (1961- 66) e poi alla Presidenza del Consiglio quale Consigliere diplomatico del Presidente (1970 - 72). Gli anni ’70 lo hanno visto prima Capo Servizio Stampa della Farnesina (1972-76), poi Ambasciatore presso la S. Sede (1979 – 81), carica rivestita una seconda volta, dal 1994 al 1997, a chiusura di carriera. Ambasciatore di grado nel maggio 1981, ebbe successivamente gli incarichi di Direttore Generale degli Affari Politici (1981 - 85), Ambasciatore a Londra (1985 - 87) e Segretario Generale della Farnesina (1987 - 94).

Dall'aprile del 1995 ad oggi, l’Ambasciatore ha profuso il massimo impegno per rinnovare la più antica e illustre Istituzione italiana che opera in Italia e nel mondo per la diffusione della nostra cultura. Sotto la sua guida la “Dante” ha avviato progetti innovativi quali la certificazione PLIDA, l’Attestato ADA, la rete Internet e non ultimo il nuovo Statuto, che parifica la “Dante” alle ONLUS. La sua visione della politica culturale dell'italiano all'estero si è concentrata soprattutto nel favorire i rapporti tra la “Dante” e la Farnesina nell'ambito di un sistema integrato che, pur nelle ridotte risorse economiche, permettesse di collaborare a livello internazionale con la nostra rete diplomatica. Meritati i successi e i ringraziamenti da parte della Presidenza della Repubblica (Medaglia d’Oro) e del Ministero dei Beni Culturali (Medaglia d’Oro), e all'estero, con il Premio Principe delle Asturie consegnato dall'attuale Re di Spagna Filippo VI.

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