Morti sulle strade del Foggiano: aumentano i giovani coinvolti. Decessi e incidenti in calo, ma ancora troppi

È quanto rivelano i dati Istat sugli incidenti stradali con lesioni a persone, morti e feriti nelle strade di Capitanata. La provincia di Foggia, rispetto al 2017 ha fatto registrare 71 incidenti in meno

Immagine di repertorio

Calano gli incidenti, i morti e i feriti nella provincia di Foggia. È quanto rivelano i dati Istat sugli incidenti stradali con lesioni a persone, morti e feriti nelle strade di Capitanata. La provincia di Foggia, rispetto al 2017 ha fatto registrare 71 incidenti in meno (1238 contro i 1309 del 2017), con un calo dei decessi del 21,6% (18 in meno) e un tasso di mortalità di 9,3.

Le strade più a rischio

L’incidentalità rimane alta lungo la costa e nei comuni capoluogo di provincia. La pericolosità si conferma alta lungo le strade SS 16, SS 100, SS 007, SS172 e nelle zone interne del foggiano. L’indice di mortalità diminuisce in tutti i comuni capoluogo ad eccezione di Bari e Brindisi, che registrano un aumento.

Nel 2018 il maggior numero di incidenti (6.713, il 69,3% del totale) si è verificato sulle strade urbane, provocando 53 morti (26,4% del totale) e 10.578 feriti (65,5% del totale). Rispetto all’anno precedente i sinistri diminuiscono dell’1,1% in ambito urbano, del 6,7% sulle autostrade e dello 0,5% sulle strade extraurbane. Gli incidenti più gravi avvengono sulle strade extraurbane e sulle autostrade (rispettivamente 5,1 e 1,4 decessi ogni 100 incidenti).

Sulle strade urbane il 37,9% dei sinistri stradali avviene in prossimità di un incrocio, il 33,9% lungo un rettilineo seguono quelli che si verificano nei pressi di una intersezione (22,0%) e in curva (3,3%). Sulle strade extraurbane il 54,9% di incidenti si verifica lungo un rettilineo, il 18,0% degli incidenti si verifica in curva, il 12,5% in corrispondenza di un incrocio e il 10,5% nei pressi di una intersezione.

Più decessi tra i giovani

La maggior parte degli incidenti stradali avviene tra due o più veicoli (76,6%); la tipologia di incidente più diffusa è lo scontro frontale-laterale (3.877 casi, 54 vittime e 6.918 feriti), seguita dal tamponamento (1.659 casi, 25 decessi e 3.205 persone ferite). La tipologia più pericolosa è lo scontro frontale (8,1 decessi ogni 100 incidenti), seguono l’urto con ostacolo accidentale (6,0) e la fuoriuscita del veicolo (3,8). Gli incidenti a veicoli isolati risultano più rischiosi, con una media di 3,1 morti ogni 100 incidenti, rispetto a quelli che vedono coinvolti più veicoli (1,8 decessi).

Nell’ambito dei comportamenti errati di guida, il mancato rispetto delle regole di precedenza, la velocità troppo elevata e la guida distratta sono le prime tre cause di incidente (escludendo il gruppo residuale delle cause di natura imprecisata). I tre gruppi costituiscono complessivamente il 47,1% dei casi. Considerando solo le strade extraurbane, la velocità troppo elevata e la guida distratta incidono rispettivamente per il 17,6 e 16,8%.

Il tasso di mortalità standardizzato è più alto per la classe di età 15-29 anni (7,0 per 100mila abitanti). I conducenti dei veicoli coinvolti rappresentano il 66,2% delle vittime e il 60,0% dei feriti in incidenti stradali, le persone trasportate il 24,9% dei morti e il 33,7% dei feriti, i pedoni il 9,0% dei deceduti e il 6,4% dei feriti. Il 77,8% dei pedoni rimasti vittima di incidente stradale appartiene alla classe di età 65+ mentre il 60,0% dei pedoni feriti ha più di 44 anni.

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