Cronaca

L'Antimafia dai familiari dei Luciani, in quella dura realtà: "Per farsi carico degli orfani un uomo di 80 anni è tornato a lavorare"

Il presidente della commissione antimafia Nicola Morra e Marco Pellegrini davanti al Tau dedicato alla memoria dei fratelli Luigi e Aurelio Luciani a San Marco in Lamis

Nicola Morra

Questa mattina, prima di raggiungere la Prefettura di Foggia, il presidente della Commissione Antimafia si è recato nei pressi del tau realizzato in memoria dei fratelli Luigi e Aurelio Luciani, i due agricoltori di San Marco in Lamis uccisi durante l'agguato di mafia del 9 agosto 2017 al boss Mario Luciano Romito e a suo cognato. Quadruplice omicidio, di cui le due vittime innocenti, per il quale è stato accertato il coinvolgimento di Caterino, arrestato dai carabinieri nell'ambito di una indagine coordinata dalla DDA di Bari.

Queste le parole pronunciate da Nicola Morra: "Ho cominciato la mia visita nella provincia di Foggia portando il mio saluto ai genitori ed alle vedove dei fratelli Luciani e alle loro famiglie, uccisi barbaramente in una faida della mafia foggiana solo perché testimoni involontari scomodi. 

Non erano nel posto sbagliato al momento sbagliato, erano uomini e padri di famiglia che andavano a lavorare per portare il pane a casa.  Parlare con i familiari mi ha fatto comprendere ancora di più il concetto di dignità e coraggio inteso da persone che lavorando non possono e debbono rischiare, famiglie che dovranno essere aiutate dalla comunità e dallo Stato

Nel corso della conferenza stampa, Morra ha sottolineato inoltre che “è inammissibile che loro padre, un uomo di ormai 80 anni, sia dovuto tornare a lavoro, un lavoro faticoso come solo l’agricoltura sa essere, per farsi carico degli orfani”.

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