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Cronaca Carpino

7 anni senza Antonio, l'allevatore che amava il Gargano e produceva caciocavallo podolico ucciso dall'alluvione: "Gli dedichiamo un monumento"

Antonio Facenna è morto tragicamente durante l'alluvione che nel settembre 2014 ha colpito il Gargano. Amava il suo lavoro, le tradizioni della sua terra e il Gargano. Il 30 ottobre verrà dedicato un monumento alla sua memoria

Carpino non dimentica Antonio Facenna, l'allevatore 24enne tragicamente scomparso durante l'alluvione del 2014, il 3 settembre, durante il tragitto che collega Vico del Gargano a Coppa Rossa, località di Carpino, dove il ragazzo lavorava presso l?azienda di famiglia. Il corpo del ragazzo senza vita fu ritrovato qualche giorno dopo nel punto esatto dove era stata rinvenuta la sua Renault Clio, nel Canale Puntone, a Foce Varano, completamente immersa nella melma fangosa a ridosso del lago di Varano.

Il 30 ottobre, a più di 7 anni dalla sua morte, la sua città natale gli dedicherà un monumento: "Una vita stroncata per amore del proprio lavoro di allevatore e della propria terra, di cui voleva esaltare le peculiarità. Grazie a lui, infatti, nasce la masseria didattica che con tenacia è condotta dalla sua famiglia e che è meta di tanti turisti in occasione delle iniziative che vi si svolgono. L'opera è stata realizzata grazie alla disponibilità e al sostegno di un imprenditore, che preferisce l'anonimato. L'amministrazione comunale ha deciso di collocarla all'ingresso del paese, visibile a tutti sempre, con la volontà di mostrare tutto l'orgoglio per Antonio e per l'appartenenza alla nostra terra" il commento del sindaco Rocco Di Brina.

Antonio Facenna e la sua allegria: il video

Antonio quella sera stava andando nella sede del consorzio di famiglia, dove avrebbe passato la notte, come faceva spesso. Era quella la sua casa, il suo lavoro, la sua ragione di vita. L'aveva scelta come luogo per costruirci una vita, per continuare le tradizioni di famiglie, per difendere quelle passioni che lo entusiasmavano e che aveva scelto con tenacia di non abbandonare, per esaltarle nella loro meravigliosa semplicità.

Quella di Antonio è la storia di un ragazzo di 24 anni che a differenza di tanti altri aveva scelto di restare sul Gargano e di 'sporcarsi' le mani con un lavoro umile e faticoso. A Carpino era conosciutissimo. Era anche diventato il protagonista di un video di tre minuti dell'associazione Carpino Folk Festival e pubblicato dall'associazione Con il Sud nell'ambito di un concorso. "Potrei dirvi come mi chiamo, ma lo dimentichereste", dice Antonio raccontando di sé. "La mia è una storia semplice. A Carpino con i miei genitori gestisco un piccolo consorzio familiare: produciamo caciocavallo podolico".

"Di quel poco che la terra offre bisogna saper trarre il meglio". Ed Antonio Facenna aveva tradotto questa massima in un insegnamento di vita, riuscendo a trarre il meglio dalla sua terra, dal suo Gargano, tanto da innamorarsene. E come tutti quelli che innamorati alla follia restano urlava il suo orgoglio attraverso tutte le iniziative organizzate sul territorio. Era in prima linea alla festa della transumanza, svoltasi proprio nella sua masseria, e il giorno dopo scriveva: "Alcuni dei cibi che mangiamo non sono semplicemente cibi. Sono storie. Storie complesse e affascinanti di donne e uomini che lavorano sfidando il Sole, la Terra e le legislazioni che non aiutano. Sono queste storie che danno un sapore ai cibi."

Ed ancora sul suo profilo facebook diceva: "Essere allevatore è molto più di un mestiere, è uno stile di vita, è essere custodi di qualcosa che vale davvero la pena conservare".

Nel dicembre 2015, a Carpino, nascerà il centro della cultura podolica 'Antonio Facenna', centro informazione e accoglienza turistica voluto dal Gal Gargano.

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