Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca

"Brava solo a stare in casa", condotte sessiste e turni insostenibili: lavoratrice 'spedita' in altra città dopo la denuncia

È quanto afferma la segretaria generale della Filcams Cgil di Foggia, Angela Villani, circa l’operato della società di vigilanza con il più alto numero di appalti sul territorio: "Si intervenga con urgenza rispetto a quanto di inaccettabile e illegale sta accadendo nella vigilanza privata"

“Chiederemo alla Prefettura che si intervenga con urgenza rispetto a quanto di inaccettabile e illegale sta accadendo”. È quanto afferma la segretaria generale della Filcams Cgil di Foggia, Angela Villani, circa l’operato della società di vigilanza con il più alto numero di appalti sul territorio, che opera con licenza dell’ente territoriale di Governo.

Secondo quanto denunciato dal sindacato, infatti, una lavoratrice della vigilanza privata che aveva denunciato il mancato rispetto contratti sarebbe spostata in altra città e costretta a turni di notte, nonostante il diritto alla legge 104. “Avevamo segnalato con preoccupazione, essendo la società una delle più grandi realtà del settore della vigilanza in provincia, turni fino a 12-16 ore in violazione alle norme, per lavoratori che operano anche in siti sensibili come gli ospedali, fino a dichiarazioni discriminatorie e sessiste che avevano coinvolto la nostra delegata, motivo per cui ‘brava solo a stare a casa ad accudire i figli’, come da testuali parole pronunciate da un ispettore dell’azienda”, ricostruisce Villani.

Dopo quella denuncia e la dichiarazione dello stato di agitazione del personale, “non solo non si è messo mano a una diversa organizzazione dei turni, ma l’azienda ha pensato bene di far pagare la denuncia alla nostra delegata aziendale. Madre di due bambini piccoli, uno con disabilità che le dà diritto ad usufruire della legge 104, la lavoratrice foggiana è stata spostata su Cerignola e impiegata per turni di notte. Anche questo in violazione alle norme. Se non è mobbing, se non è condotta anti sindacale questa, ci chiediamo dove sono finiti i diritti della lavoratrice. Diritti che faremo valere in ogni sede, richiamando l'attenzione per queste condotte arbitrarie e illegali delle autorità competenti”.

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