Donne perseguitate e una bambina maltrattata dal padre e dalla sua nuova compagna: il 'Codice Rosso' punisce quattro persone

In due casi, i provvedimenti riguardano le condotte di ex compagni; nell'altro, è coinvolta una giovane coppia accusata di maltrattamenti e lesioni aggravate in danno di una bambina di 4 anni, nata dalla precedente relazione del ragazzo

Immagine di repertorio

Atti persecutori, maltrattamenti in famiglia e lesioni. Altre tre ordinanze applicative di misura cautelare personale sono state emesse dal Gip del Tribunale di Foggia, a carico di quattro persone, in applicazione della normativa 'Codice Rosso'. In azione, gli agenti della squadra mobile, al termine delle indagini coordinate e dirette dalla locale Procura della Repubblica.

Più in particolare, veniva eseguita a carico di un uomo foggiano, classe ‘81 la misura del divieto di avvicinamento alla parte offesa, ritenuto responsabile del reato di atti persecutori ai danni della propria ex compagna, in quanto, dopo l’interruzione della relazione, poneva in essere pedinamenti a bordo della propria autovettura anche sotto l’abitazione della donna in orario notturno, tempestando altresì la vittima del reato con messaggi sui social e sull’utenza telefonica, nonché a mezzo di numerose chiamate - anche 82 in una sola giornata - con contenuto molesto, intimidatorio e umiliante, ingenerando così nella stessa un perdurante stato di ansia e paura, ed il fondato timore per la propria incolumità, costringendola ad alterare le proprie abitudini di vita, a diradare le proprie frequentazioni, e a mantenersi in contatto telefonico con i familiari o con una amica ogni qual volta rientrava da sola a casa.

Ulteriore misura cautelare avente ad oggetto il divieto di avvicinamento alla parte offesa,  a firma del GIP di Foggia su richiesta della locale Procura della Repubblica, è stata eseguita dagli agenti della squadra mobile al termine delle indagini a carico di una giovane coppia, rispettivamente classe ’92 e ’95, per i reati di maltrattamenti e lesioni aggravate poste in essere ai danni di una giovane vittima, una bambina del 2015, nata dalla precedente relazione del ragazzo. L’attività espletata permetteva di accertare più episodi di percosse ai danni della minore, travalicanti i normali mezzi educativi, tali da assumere una portata vessatoria anche in ragione degli oggetti usati per le percosse, tali da cagionare sul viso e sul resto del corpo vistosi ematomi.  

Infine è stata eseguita a carico di un uomo foggiano classe ’68, la misura dell’obbligo di allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento alla parte offesa, nonché ai luoghi dalla stessa frequentati, in quanto ritenuto responsabile del reato di maltrattamenti in famiglia ai danni della propria moglie convivente, in quanto, spesso animato da futili motivi legati all’eccessiva gelosia, maltrattava la stessa, sottoponendola a sistematiche vessazioni psicofisiche, ingiuriandola ripetutamente ed inveendo nei suoi confronti, minacciandola in più occasioni di ucciderla e farle del male se non avesse smesso di lavorare, pedinandola e appostandosi nei luoghi di lavoro per ingiuriarla e minacciarla ulteriormente, sino a percuoterla con schiaffi al viso in occasione dei frequenti litigi, anche dopo aver abusato di  sostanze alcoliche.

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