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San Marco in Lamis: il segretario provinciale del Prc minacciato di morte

Ieri pomeriggio i compagni di partito hanno trovato una lettera all'indirizzo di Antonello Soccio, noto esponente del Partito di Rifondazione Comunista. "Conseguenza diretta della campagna elettorale"

Raggiunto al telefono, il segretario provinciale del partito di Rifondazione Comunista, Antonello Soccio, si dice dispiaciuto e rammaricato per il contenuto della lettera indirizzata a suo nome e trovata ieri dai compagni di partito presso la sezione locale di San Marco in Lamis.

Il noto esponente del Prc ha denunciato l’accaduto verso ignoti al comando dei Carabinieri. La missiva minatoria non contiene nessuna rivendicazione. Soccio ha voluto ricordare di aver subito in passato altre minacce, scritte e anche attentati contro la sua auto.

Assoluto riserbo sulla vicenda anche da parte dei militari del 112 che comunque indagano sull’accaduto e anche sulle minacce ricevute qualche settimana fa dal neo sindaco Angelo Cera. La natura del vile gesto potrebbe essere di natura politica. “Maledetto traditore ti facciamo sparire con la tua famiglia” è il messaggio recapitato presso la sede locale del Prc di Piazza Oberdan.

INTERVISTA AD ANTONELLO SOCCIO

Attorno alla politica sammarchese secondo Lei si sta creando un clima di terrore esclusivamente ideologico oppure è dovuto ad altre ragioni?

"Dire ideologico mi sembra esagerato. Piuttosto che  un clima di forte tensione, si è generato un pesante clima d’astio".

Cosa ha pensato dopo aver letto quella orribile frase e soprattutto come si può allentare questo clima di terrore.

"Ho pensato che spesso quando aumenta il livello di tensione può succedere anche che qualcuno sia tentato di fare certe cose. Speriamo si tratti di un buontempone e che sia una cosa da niente. Speriamo che finisca qui anche perché in passato sono già stato vittima di gesti analoghi e pesanti".

Pensa che quest'azione sia la conseguenza della difficile e scontrosa campagna elettorale che ci si è lasciati alle spalle?

"Questo sì. E’ la diretta conseguenza della campagna elettorale appena conclusasi. Non può essere altrimenti".

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