Una piccola bara nella cassetta della posta, per un'attivista di 'Manfredonia Nuova: intimidazione?

L’episodio ha spinto Italo Magno, Consigliere comunale di Manfredonia e presidente dell’associazione, a scrivere al prefetto: “Occorre porre un freno al tentativo di zittire chi si ostina a partecipare alla vita democratica”

Immagine di repertorio

Una piccola bara metallica, del tutto simile a quelle utilizzate per i gadget delle agenzie di onoranze funebri, è stato trovato, ieri mattina, nella cassetta della posta di una attivista del movimento ‘Manfredonia Nuova’, che ha denunciato l’accaduto ai carabinieri, intendendo l’accaduto come una minaccia.

L’episodio ha spinto Italo Magno, Consigliere comunale di Manfredonia e presidente dell’associazione ‘Manfredonia Nuova’, ad inviare una lettera tramite posta certificata al prefetto di Foggia, Maria Tirone. “Dopo i proiettili e gli atti vandalici diretti al sottoscritto, continuano gli atti minatori, grandi e piccoli, con cadenza quasi settimanale, ai danni dell'associazione Manfredonia Nuova”, scrive.

“Occorre porre un freno al tentativo di zittire chi si ostina ad avere voce e partecipare alla vita democratica”. Vittima dell’episodio è la geometra Antonella Umbriano, già candidata nella lista civica ‘Manfredonia Nuova’ alle ultime elezioni comunali. Ieri mattina, nella cassetta della posta della sua abitazione, la stessa ha notato “la presenza di un oggetto metallico che, una volta tirato fuori, mostrava di contenere un chiaro intento minatorio”.

Non si trattava di un proiettile, ma - appunto - di una piccola bara metallica. La circostanza è stata subito denunciata ai carabinieri che, giunti sul posto, hanno effettuato i rilievi del caso e hanno avviato le indagini per contestualizzare l’accaduto. Umbriano, intanto,  ha sporto denuncia contro ignoti, precisando che nessuno dei suoi conoscenti possa nutrire rancori nei suoi confronti, né familiari, né condomini, né altri.

Nella stessa circostanza, precisa Magno in una nota del gruppo, la stessa ha specificato che “l’unico motivo che possa aver determinato quell’atto sciagurato è l’intento di dissuaderla dal partecipare attivamente alla vita politica, anche partendo dalla ricorrenza di certi interventi aggressivi ed insultanti che si scagliano spesso nel web contro di lei ed altre donne che esprimono le proprie opinioni, magari contrarie all’attuale potere politico”.

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