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Michele Panella

Michele Panella

Rodi Garganico, Michele Panella non si dà pace: “Voglio il lavoro”

Il 50enne protesta davanti alla sede comunale da più di 400 giorni con un cartello al collo. Cassaintegrato della Società Tributi Italia, confida nel futuro sindaco per scongiurare il pericolo mobilità e per tornare a lavorare

Non si dà pace Michele Panella, il 50enne di Rodi Garganico cassintegrato della Società Tributi Italia, ora in amministrazione straordinaria.

Sono più di 400 giorni che l’uomo protesta con un cartello al collo davanti la sede del comune di Rodi Garganico. Dopo vent’anni di lavoro, sempre lo stesso, Panella si è ritrovato disoccupato. Sposato e con un figlio di 12 anni, ha più volte chiesto aiuto al sindaco, ricevendo a suo dire indifferenza e nessuna risposta in tal senso: “Continuano a rimanere freddi e impassibili alle mie enormi difficoltà economiche e lavorative”.

Panella è convinto che nulla sia stato fatto per garantirgli il lavoro e che al suo posto sia stato preferito qualcun altro. E’ chiaro il riferimento alla gara d’appalto del 2009 poi vinta dall’Aipa Spa, che attualmente gestisce il servizio di riscossione tributi della città.

Causa attacchi d’ansia, l’uomo sosta tre ore al giorno davanti alla sede comunale, qualcuna in meno rispetto ad alcuni mesi fa. Si dice stufo e stanco della situazione, ma continuerà a lottare e a chiedere il reintegro. A difendere un diritto "sottrattogli" dopo una serie di vicissitudini.

E se il 30 marzo 2012 ci sarà il processo che lo vede accusato di oltraggio e diffamazione nei confronti del primo cittadino Carmine D’Anelli, Panella attende gli arretrati della cassa integrazione di novembre e dicembre, rinnovatagli fino al mese di giugno del 2012.

In considerazione del fatto che l’azienda per la quale lavorava potrebbe essere ceduta, il 50enne quasi sicuramente si vedrà costretto a ricorrere alla mobilità. Un pericolo che Panella vuole scongiurare. Ed è per questo motivo che l’uomo confida di riporre le sue ultime speranze nelle amministrative 2012 e nel rinnovo del consiglio comunale. “La mia ultima salvezza è il nuovo sindaco” conclude.

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