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Mercoledì, 10 Agosto 2022
Cronaca

Pochi medici, effetto burn-out e fuga dal pronto soccorso: tradotto 'Fuggi da Foggia"

Piovono insulti, minacce e aggressioni all’indirizzo dei sanitari. Diciotto su 34 medici, ne mancano almeno 16 in pronto soccorso

Diciotto medici sul campo di battaglia a fronte di una pianta organica che prevederebbe l’impiego di 34 unità. Sedici professionisti in meno, l’ultimo è scappato a metà maggio. E’ l’effetto Burn-out, sindrome dell’esaurimento emotivo e fisico. Tradotto, ‘Fuggi da Foggia’.

Dentro il pronto soccorso del Riuniti gli animi non sono affatto buoni. La tensione è altissima. I pochi medici rimasti, sfibrati nell’anima e nel corpo dall’emergenza sanitaria da Covid-19, non conoscono tregua. Sotto organico, operano in un contesto e in un clima per nulla sereni.

Tuttavia, nei locali affollati dell’unità operativa del policlinico Riuniti diretta da tre anni dalla dottoressa Paolo Caporaletti, piovono insulti, minacce e aggressioni all’indirizzo dei sanitari, costretti a turni massacranti e a ritmi di lavoro serratissimi.

Ogni giorno è una guerra tra poveri, tra chi ritiene di dover far valere il diritto alle cure sempre e comunque, oltreché in tempi rapidi, e chi invece prova a gestire l’enorme flusso dei pazienti in un contesto complicatissimo, di lunghe attese, urgenze e pretese. Tra i medici c’è frustrazione e desolazione. 

Per fortuna non mancano gli attestati di stima, di sostegno e di solidarietà. Servono ad andare avanti e ad essere – nonostante tutto – ancora più benevolenti nei confronti di tutti.. “Aiutiamo e salviamo tante persone, continueremo a farlo, è la nostra missione” fanno sapere. 

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