menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

"Privato dei figli senza possibilità di difendersi". Il legale di Impagnatiello: "Contestata qualsiasi ipotesi di violenza"

La nota dell'avvocato Matteo Ciociola, che rappresenta il pescatore 42enne di Mattinata che ieri aveva denunciato la 'scomparsa' della moglie e dei sei figli: "Troppe anomalie di fondo"

"Se fosse rispondente alla realtà la circostanza che la famiglia del mio assistito, Gaetano Impagnatiello, si trova in una località protetta (una casa famiglia), la vera vittima sarebbe lo stesso mio assistito, privato dei figli con assoluta prevaricazione dei propri diritti di difesa".

Così l'avvocato Matteo Ciociola, legale del pescatore 42enne di Mattinata che, nella giornata di ieri, aveva denunciato la scomparsa (o meglio, allontanamento) della moglie, con i sei figli minori. In una nota ufficiale, l'avvocato puntualizza alcuni punti della vicenda. La donna, così come i sei figli, tutti minori, "stanno bene e non sono in situazioni di pericolo" hanno fatto sapere gli inquirenti.

"Devo premettere che il mio assistito ha appreso solo nella serata del 7 aprile, a distanza di sei giorni dalla scomparsa della propria famiglia e per tramite di una sola notizia divulgata da una testata on line (quindi, non da fonte ufficiale) che la propria consorte ed i sei bambini sarebbero collocati in una località protetta a seguito di presunti maltrattamenti nell’ambito familiare", scrive il legale.

"Ebbene se tale circostanza fosse rispondente alla realtà, da un lato rassicurerebbe Impagnatiello perché sarebbe scongiurata l’ipotesi di un gesto estremo da parte della propria moglie, dall’altro lato provocherebbe estremo sconcerto, atteso che a tutt’oggi lo stesso non è stato destinatario di alcun avviso e/o informazione formale (o anche in via non ufficiosa) circa l’adozione di provvedimenti di tutela della propria famiglia per i presunti maltrattamenti".

"Di certo è che il mio assistito - precisa - contesta qualsiasi ipotesi di violenza nell’ambito familiare, considerando tra l’altro che l’unione coniugale dura da circa 18 anni, senza che in tutti questi anni la consorte abbia mai mosso censura alcuna al comportamento del proprio coniuge; inoltre va rilevato che ove il comportamento dell'uomo fosse stato contrario ai più comuni doveri di coniuge e padre, dall’unione matrimoniale non sarebbero nati ben sei figli, tutti fortemente legati al padre".

Puntualizza quindi l'avvocato: "L'anomalia di fondo è che se fosse rispondente alla realtà la circostanza che la sua famiglia si trova in una località protetta (una casa famiglia), la vera vittima sarebbe il mio assistito, privato dei figli con assoluta prevaricazione dei propri diritti di difesa. Il fatto che non sia stato sentito dall’Autorità Giudiziaria e che allo stesso non sia stato notificato alcun atto di prevenzione o provvedimento cautelare, determina una gravissima ed effettiva potenziale lesione dei diritti difensivi dello stesso".

"Stando così i fatti - ribatte il legale - il mio assistito ritiene che, con molta probabilità, quanto accadutogli non sia altro che un penoso tentativo da parte della propria moglie, aiutata con molta probabilità da terze persone, di evitare un giudizio di separazione con addebito a suo carico per fatti originati esclusivamente dalla condotta di quest’ultima (che certamente esulano dalla presente nota e che troveranno ampia argomentazione nelle sedi giudiziarie competenti). Da ultimo, lo stesso resta preoccupato per la sorte dei propri figli, tenuto conto della loro tenera età e del fatto che la madre potrebbe attuare una campagna denigratoria nei suoi confronti", conclude.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

La strega comanda color color...rosso!

Attualità

Il Governo reintroduce la zona gialla e riapre le attività all'aperto. Il premier Draghi: "Rischio ragionato su dati in miglioramento"

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

FoggiaToday è in caricamento