Mascherine a 10 euro? Nas non riscontrano reato. "Anche ai cosiddetti 'strozzini farmacisti' costano dieci volte di più"

La risposta di Paolo Antonacci, farmacista e vicepresidente dell'Ordine dei Farmacisti di Foggia. "Da sindaco scuse, non cadiamo nella trappola del populismo"

Foto di repertorio da AnconaToday

Paolo Antonacci, farmacista e vicepresidente dell'Ordine dei Farmacisti della provincia di Foggia, affida ai social la risposta al sindaco Francesco Miglio che alcuni giorni fa, nel corso di una diretta Facebook, aveva dato degli strozzini alle farmacie della città dell'Alto Tavoliere che vendono mascherine a 10 euro e denunciato l'accaduto ai Nas.

Un attacco frontale, quello del sindaco, diventato virale in pochissimo tempo. "Ho volutamente aspettato prima di replicare ai commenti ricevuti nel post sperando ce ne fossero altri e sperando ancor maggiormente che fossero un tantino più illuminati" la premessa di Antonacci.

La risposta del farmacista Paolo Antonacci

"C’è notevole disinformazione da parte di tutti. E questo ci può stare quando non si è del settore. Inoltre ho letto commenti falsati, storpiati in peggio sicuramente dal passaparola del “ho sentito dire” piuttosto che da esperienze personali. Purtroppo i prezzi di alcuni beni divenuti essenziali, nostro malgrado, hanno subito rincari “decuplicati” in tutta la filiera: produzione > trasporto > distribuzione > vendita al dettaglio e di conseguenza all’utente finale. Infatti i NAS, dove hanno effettuato i controlli, hanno verificato che i cosiddetti “strozzini dei farmacisti” avevano a loro volta acquistato tali beni a prezzi più che decuplicati non ravvisando pertanto alcun reato. Tanto che, sono stato informato da fonti certe, il sindaco ha già porto le proprie scuse di persona ai soggetti visitati dai Nas.

Ma la cosa più importante dove tutti noi, parlo da cittadino, dobbiamo porre l’attenzione è invece la modalità con cui oggi si fa del del populismo. Mi spiego meglio. In situazioni di crisi, di emergenza, di povertà, di disagio, di guerra (perchè questa è una guerra) l’esponente di turno non parla più alla testa del popolo, ma alla sua pancia creando il nemico da dargli in pasto, distogliendo così l’attenzione dai veri problemi. Non molto tempo fa i nemici da combattere erano gli immigrati, ieri è stato il turno dei farmacisti gettati in pasto al popolo con una veemenza scomposta che un primo cittadino non dovrebbe mai avere, soprattutto nei confronti di una categoria che ora rappresenta “una parte dell’esercito che combatte questa guerra”. La farmacia, in questo frangente, è un presidio sanitario aperto sempre e comunque a tutte le ore, in tutti i giorni della settimana, mettendo a rischio la propria vita e quella delle proprie famiglie.

Ciascun cittadino ha la facoltà di denunciare delle situazioni anomale; poi saranno le forze dell’ordine a verificare se c’è un reato e, nel caso, sarà la magistratura a giudicare. Ma che un Sindaco, istituzionalmente massima autorità competente sulle farmacie (tanto che è colui che firma i decreti di apertura delle stesse) si guadagni “like” e visualizzazioni su Facebook prima ancora di verificare la reale situazione, fa pensare che o ha perso la lucidità e ben vengano le sue scuse, oppure ha volutamente esercitato il suo potere per ingenerare rabbia nei cittadini nei confronti di qualcun altro. Vedi infatti alcuni commenti sul post come: ..strozzini, sciacalli, vi meritate i NAS e altro, ecc. ecc. - “DIVIDET ET IMPERA”.

In conclusione: facciamo tutti attenzione a non cadere nella trappola del populismo di chi cerca un nemico da darci in pasto, perché non sappiamo mai chi possa essere il prossimo, non sappiamo questa guerra quanto possa durare, quanti morti possa ancora provocare, quanta distruzione sociale ed economica potrà arrecare.

Pertanto, prima di giudicare, meditiamo e restiamo uniti di fronte a chi vuole metterci contro. Infine sappiate che i farmacisti sono sempre al vostro fianco

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